La vita sottocosto

Della faccenda del panico romano in occasione dell’apertura di Trony qualche settimana fa, già sapete tutto.  E avrete anche sentito e forse preso parte al successivo dibattito sociologico se il tutto fosse “colpa della “crisi” o meno…

Ma non è per questo che questa storia è interessante: è anche infatti una delle rare occasioni in cui ciascuno di riesce a mettere un prezzo a due cose quanto mai sfuggenti che, senza accorgercene, vendiamo e svendiamo ogni giorno, il tempo e la qualità della vita.

Ad esempio, sul volantino dei sottocosto c’era un netbook Acer – è l’unica cosa che ricordo – a 99 euro, anziché circa 300.

Sappiamo quanto vale un netbook, ma quanto vale il nostro tempo? Saremmo disposti a passare 4 ore di merda, in piedi in mezzo alla folla inferocita (*), per raggiungere una meta incerta e, se ci va bene, risparmiare 200 euro?

Io certamente no. Ma è questa la domanda da porsi… Prima ancora dell’effettivo bisogno delle cose in vendita e, soprattutto, prima del riconoscere che effettivamente 99 euro per un netbook è un prezzaccio.

Perché il punto è proprio lì… Se un giorno, camminando per strada, uno mi vendesse un netbook a 99 euro, lo comprerei anche se non ne avessi bisogno… Ma se mi devo sbattere… Quanto vale il mio sbattimento? Quanto vale il vostro?


(*) O, peggio, auto-organizzata…

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1 pensiero su “La vita sottocosto

  1. Jedan58No Gravatar

    Per quanto possa essere gustoso il gelato fatto in quella determinata gelateria e magari anche desiderato per ore se c’è fila (e a volte vedo delle vere e proprie resse in certi posti) ne faccio più che volentieri a meno.

    Un banale e personale esempio di quanto non ami sbattermi.

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