The wisdom of crowds

Nel weekend di Pasqua, visto che pioveva, ho letto questo. Libro affascinante.

Sotto date condizioni dei suoi componenti (autonomia di pensiero, diversità di sentire, decentralizzazione e esistenza di un aggregatore efficiente), un gruppo, anche piccolo, è saggio.

Nel senso che, in media (!), ci azzecca, cioè risolve problemi cognitivi (quanti fagioli ci sono nel barattolo?), problemi di coordinazione (fruire di beni limitati nel modo migliore) e problemi di cooperazione (contribuire al bene comune). Soprattutto nel primo caso, è ben difficile che il singolo, per quanto esperto, riesca a fare meglio della prestazione media (!) del gruppo.
Il tutto è dimostrato in un vorticoso susseguirsi di esperimenti di economia comportamentale e di teoria dei giochi.

Ma, ancora più interessanti degli esempi a suffragio dell’effettiva saggezza delle folle, sono le analisi di tutti i controesempi che ci possono venire in mente da buoni, vecchi intellettuali di sinistra quali siamo.
Io -lo ammetto- ho storto il naso la prima volta che ho letto il titolo del libro.

Spesso quella che è la evidente stupidità delle masse, nasce proprio dal non soddisfacimento dei quattro pre-requisiti appena detti.
Gruppi di gente dal sentire troppo simile (yes-men aziendali, oligarchie politiche, ecc.) falliscono per mancata diversità; gruppi troppo dipendenti da qualcuno (un leader, un esperto, un guru, un papa) falliscono per mancata indipendenza; gruppi potenzialmente saggi falliscono se non c’è qualcosa  (google, la quota di un bookmaker, un sistema politico) che ne possa raccogliere efficacemente, cioè semplicemente, la saggezza.

Nel complesso, particolarmente illuminanti sono stati i passaggi relativi l’analisi dei processi decisionali all’interno di una grande azienda (in cui, detto in francese, il pararsi il culo distrugge tutto ciò che di positivo il team-working potrebbe creare), la futilità della caccia all’esperto e la demolizione “definitiva” dell’utilità dei bonu$$ alle performance dei singoli piuttosto che al gruppo.

Non so se tutto ciò è rassicurante o preoccupante, ma sicuramente è interessante e, almeno per me, nuovo e stimolante. Buona lettura.

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