Thank God it’s Monday

keepCome tutte le volte da che hanno ripristinato il lunedi come (mezza) giornata di votazione – forse l’unica cosa di mio gradimento fatta dai B-governi che ricordi – stamattina, bel bello, me ne sono andato al seggio sotto una pioggia importante e traditora. (Che, diciamolo, ha molto in comune con la politica, visto che ha rotto il cazzo pure lei.)

Ad ulteriore riprova che non tutto quello che va bene a me, faccia bene al Paese (grillini, appuntatevelo), al seggio non c’era nessuno. Solo il solito vecchio che ha sbagliato sezione e tutto il dream team di scrutatori un po’ alienato, visto che nonostante i tre bei finestroni da edilizia pubblica, una mi ha chiesto: “Dicono che piove? E’ vero?

Prima di entrare mi ero guardato bene i lenzuoli dei candidati. Il bello del porcellum è che Camera e Senato non ha senso guardarli, mentre alla Regione ho davvero faticato a trovare Zingaretti e compagnia, nascosti dietro un simbolo giallino che dire brutto è un complimento. Ma una bella Falcemmartello, no? In fondo, Storace vellica la pancia fascista dei laziali scrivendo addirittura Ora credici!… Al prossimo giro, si alleerà con qualcuno ancora più moderato di Berlusconi ( 🙂 ) e lo slogan sarà Boia ki molla!

Il Lazio, dopotutto, è una regione meravigliosa… Ma a me, per fortuna, non mi riguarda, sono di Roma.

Una bella leccata alla matita (sennò BBrogggli!1!1!!! Gomblotti!!!11!! Ba$ta Ka$ta!!11!! 1 vale 1!!!! Vaffanculo!!11!!!), tre croci sul Partito – il simbolo itterico del fratello di Montalbano non l’ho nemmeno sfiorato – e via.

Che voto PD, già lo sapete. Che lo votano praticamente tutti i miei conoscenti, forse no. Anche questo fa poca  notizia, ma scalda il cuore.

Mo, aspettiamo. Daje!

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