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Guerre e no

Sarà che è ricicciato Michael Cimino, sarà che mi sto riguardando – lento pede – Magnum P.I., ma ho un pensiero che mi frulla per la testa da un bel po’ e vorrei mettervene a parte.

Per chi come me ha passato la sua adolescenza negli anni ’80, la guerra del Vietnam era onnipresente nel cinema e nei telefilm. Non c’era un poliziotto che non fosse un veterano, non c’era un disadattato o un ubriacone che non fosse un reduce, non c’era un cattivo che in un modo o nell’altro non fosse stato cattivo anche ai tempi del Vietnam. L’esperienza della guerra era la causa ultima delle azioni, dei comportamenti e degli eroismi quotidiani ed era – o la finzione cinematografica lasciava intendere che fosse –  l’unica lente per interpretare la società americana di allora e i fatti che si stavano narrando. Senza parlare, ovviamente, della guerra stessa, ricostruita e messa in scena direttamente più e più volte in quegli anni: da Apocalypse Now al Cacciatore, da Full Metal Jacket a Platoon, da Rambo a Hamburger Hill, senza dimenticare L’aereo più pazzo del mondo. read more

Tuppi du pi dù, bidù bidupù…

Ora che è finito, si può parlare.

Mi sono visto tutte le puntate di Vieni via con me e, pur riconoscendone i meriti indubbi, devo dire che mi è piaciuto fino a un certo punto. Sicuramente sono fatto male io, ma il fatto che i suoi messaggi siano arrivati a 10 milioni di persone, a me che sto nei soliti cinque può far piacere, ma divertirsi è un’altra cosa.

Il fatto di aver visto quattro puntate su quattro, oltre a dimostrare che serata triste sia il lunedi sera, è di per sé un fatto eccezionale e per una volta, trattandosi di televisione pop, mi dà i titoli per parlarne non per sentito dire. read more