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Quote omeopatiche

Opportunamente indirizzato da KT, in un commento al mio post di qualche giorno fa, mi sono andato a vedere le quote che i siti di scommesse assegnano alle partite di rugby del RWC11 in corso in questi giorni.

I numeri parlano da sé e mi sembra che dimostrino quanto argomentato in quel post, anche se nell’ordinaria amministrazione del rugby internazionale, scontri di civiltà come quelli della Coppa del Mondo non capitano proprio spesso. E’ difficile che la Namibia, per dire, organizzi delle tournée all’estero per prendere centinaia di punti, o che la Namibia stessa sia inserita all’interno delle tournée altrui: in altre parole, per le amichevoli ci si cerca avversari di calibro confrontabile con il proprio e i tornei principali (Three e Six Nations), che si svolgono tutti gli anni sono lì a dimostrarlo (*). read more

RWC11, l’Italia e l’anomalia del rugby

In questi giorni, si sta svolgendo in Nuova Zelanda la Coppa del Mondo di Rugby (RWC11). Io per la mia passione antica che conoscete la sto seguendo con una certa attenzione, grazie anche a MySky che mi risparmia gli effetti di un fuso orario criminale. L’Italia è finita in un girone di ferro con Irlanda, Australia, Russia e Stati Uniti. Le prime due sono rispettivamente le squadre più in forma dell’emisfero boreale e di quello australe, mentre le altre sono due squadre materasso – la Russia più degli USA – ma anche lì poteva dirci meglio. read more

Yet another wooden spoon

Quando ero ragazzetto ho giocato a rugby per qualche anno.
Pur avendo lasciato alla causa una testa dell’omero (15 giorni di ricovero + 50 di gesso) e una deviazione del setto nasale, non ho mai brillato: qualche sporadico momento di gloria, ma più che altro facevo il mio e nemmeno tanto bene.
Giocare a rugby, a Roma, negli anni ’80, era qualcosa di molto borderline, soprattutto nelle categorie giovanili, perché i grandi, almeno, potevano utilizzare il rugby come argomento per rimorchiare e, soprattutto, come scusa per essere apertamente fascisti.
Noi piccoletti, ancora non iniziati né al petting, né alla politica (per fortuna), ci allenavamo, giocavamo, prendevamo botte ogni domenica e ci sfogavamo a prendere a sassate i rospi smeraldini del WWF a Villa Borghese. read more