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Sparagli Peter, sparagli now…

Guardatevi questo video (via IlPost). E’ in inglese, ma si capisce.

Si capisce anche perché è stato pensato per un target di anime semplici. Concetti semplici, scritte grosse che ripetono quello che dice la voce, pochi colori,… Aggiungerei pure un’estetica, non so quanto voluta, da videogioco sparatutto.

Ma non è soltanto l’estetica ad essere puerile, il messaggio lo è molto di più. Le “figlie del Presidente”, le “guardie armate pagate con i soldi dei contribuenti”, i “vostri figli”, … Questa gente fa ribrezzo. read more

Cosa fa rima con leoni e furgoni?

Per questioni affini al lavoro che svolgo frequento alcuni blog “di categoria” ed oggi mi sono imbattuto in questo post.

Si sta parlando, per i più distratti, del dibattito che si è scatenato negli Stati Uniti sul luogo effettivo di nascita del presidente Obama. I suoi avversari politici hanno attizzato e soffiato sul fuoco che fosse in realtà nato in Kenya (e non alle Hawaii) e che pertanto non fosse eleggibile alla carica di Presidente, in quanto non nato sul sacro suolo.

Obama ha risposto alla faccenda alla grande, mostrando l’originale del suo certificato di nascita hawaiano, prendendo simpaticamente per il culo i cosiddetti birthers e i loro giornalisti di complemento e soprattutto facendo secco OBL qualche giorno dopo. E bravo (altro che barzellette sulle mele). read more

Perleaks

Sul sito del Guardian è disponibile il famoso messaggio della Elizabeth Dibble su Berlusconi, di cui si è parlato a lungo, ma nessuno aveva ancora letto, almeno non io. Vi metto alcune perle,ma sul sito de “Il Post” è disponibile, tradotto, in versione integrale.

Va detto, cosa che a me è sorta del tutto nuova, che questo cable non era un rapportino tanto al chilo che sarebbe andato perso in mezzo a milioni di altre scartoffie, ma si rivolgeva (il 9 giugno scorso) direttamente a Obama e gli dava consigli su come trattare (e prima ancora interpretare) Berlusconi. Certo, ci saranno persone più influenti della buona Elizabeth, ma non credo che tutti gli “oscuri funzionari” scrivano memo direttamente al Presidente degli Stati Uniti. read more