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Il reato di Schroedinger

Torno ancora sulla sentenza dell’Aquila, quella che era all’origine del post precedente, per fare una considerazione generali sulla magistratura e sulla percezione che abbiamo generalmente di essa (almeno da questa parte qua).

La prima riguarda quelli che si affannano a dire che “è solo la sentenza di primo grado, molto probabilmente sarà ribaltata nei gradi di giudizio successivi” (che magari sono gli stessi che vedono nella magistratura la punta di diamante della società civile, l’unico potere dello stato ancora decente e, soprattutto, ritengono che chiunque sia indagato, non sia degno nemmeno di andarsi a prendere un caffè al bar). read more

Pensierino Veloce

Sento ripetere, anche ieri sera a Ballarò (ma lo dicono tutti a destra), che Berlusconi è “il più perseguitato della storia“, che “mai nessuno al mondo ha tanti processi addosso quanto lui“.
Ora, a parte che avere tanti processi potrebbe essere sì segno di persecuzione, ma non certo di innocenza, vorrei sottolineare che, nel raro caso che un delinquente incallito riesca a eludere sistematicamente con mezzi e mezzucci il normale decorso della giustizia, non puo’ che finire per trovarsi nello stato in cui si trova il Nostro mentre attende l’appuntamento con le Parche: a piede libero, con un milione di processi aperti o chiusi sul groppone e una fetida cappa di sospetto intorno. read more

Aridatece Platone!

Domanda secca.
E se la magistratura fosse invisa ad una parte politica perché unico organo dello stato composto *esclusivamente* da laureati, da persone generalmente colte e di buone letture e che ricoprono quella posizione in virtù dell’aver vinto un difficile concorso pubblico?
Insomma, se fosse perché è quanto di antropologicamente più lontano dalla stragrande maggioranza del suo elettorato?