Archivi tag: istanbul

Un’altra riflessione su Istanbul (sul burqa)

Premessa per i puristi (del cazzo). Il burqa, di cui avevamo già parlato tempo fa, viene in vari sapori: quello completo con la gabbietta sugli occhi (à la femme du taleban), quello completo senza la gabbietta, la palandrana nera che lascia scoperta solo la faccia e, anche questo, si può chiudere a triangolo sotto la bocca o lasciare il mento scoperto. Ognuno di questi avrà un nome specifico e molto evocativo (uno, tipo, si dovrebbe chiamare niqab) io in quello che sto per scrivere mi riferirò a tutti questi tipi, chiamandoli burqa, senza starmi a fare irrilevanti seghe mentali.

Istanbul è la città più popolosa di uno stato molto popoloso, islamico e, soprattutto, laico. Quindi, non ci sono obblighi di abbigliamento per nessuno come avviene altrove, salvo togliersi tutti le scarpe quando si entra in moschea (*) e coprirsi il capo con stracci vari, anche improvvisati, le donne, sempre in moschea. Per il resto, sciolti, sia noi, sia i Turchi. E qui viene il bello.
Il paese è islamico e quindi in strada, nell’abbigliamento femminile, si trova veramente di tutto. Dall’adolescente truccatissima (sempre un po’ troppo per i miei gusti), alla donna manager in tailleur, alla signora con il capo coperto (più o meno truccata), alle tipe col burqa (o quello che è). read more

Tre riflessioni su Istanbul

Eccoci qua, di ritorno da una piacevolissima gita ad Istanbul. Piacevole e molto stimolante.

I pensieri che mi sono turbinati in testa in questi quattro giorni di turismo al limite estremo dell’Occidente sono davvero tanti. Un po’ di riflessioni su Istanbul, niente di particolarmente elaborato, ma voglio scriverli qui alla rinfusa giusto come promemoria e come (forse) inizi di riflessioni più articolate. Saranno diversi post… E già questo è un po’ lunghetto.

Ottomani

La mia visione dell’Islam storico è travisata dall’immagine attuale dell’Islam stesso. A me ha fatto davvero impressione vedere che il sistema di potere ottomano riusciva ad essere al tempo stesso una potenza europea e una teocrazia islamica ante-litteram. La religione islamica era un puntello fondamentale del potere dei Sultani e le moschee monumentali (e bellissime) sono lì a dimostrarlo, ma la stessa ricerca della monumentalità, insieme ad alcune scelte urbanistiche, tradisce un gusto e un’ispirazione molto europea, per la quale l’Islam non è che un accidente. Il Palazzo Topkapi – fatta la tara ai troni tempestati di diamanti, ai caffettani, alle reliquie del profeta e alla profusione di cupole e cupolette – è una residenza reale europea al pari di Versailles, per dire, con le comodità, gli agi, le frequentazioni e la vita di corte che ci si aspetterebbe alla corte dei cattolicissimi Asburgo o degli ortodoss(issim)i Zar. Donizetti, per dire, componeva pezzi in onore del Sultano. Insomma, anche se ci vuole poco a soffermarsi sulle turcherie e gli esotismi delle apparenze, guardando bene, conoscendo la storia (*) e cercando di capire ci vuole poco anche a vedere che la sostanza è europea. L’Islam oggi, stretto tra talebani e integralismi vari, tra pessima integrazione qui da noi e sceicchi in Ferrari lì da loro, è nel nostro immaginario molto più diverso e molto più lontano di quanto lo sia stato in epoche passate. Sono cose che si sentono dire spesso, ma a Istanbul si vedono anche. read more