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Saperla lunga

Più volte mi sono trovato a contro-commentare su Facebook che “A Coso mica lo freghi così facilmente, lui ha capito tutto“. Ove Coso è il grillino di turno (ma anche il leghista o il fascistello, perché ormai pari sono), che ti spiattella, in italiano zoppicante, una teoria arzigogolata di qualche complotto dei poteri forti ai danni dei poveracci come lui (mai parola fu più calzante). Ma, siccome “se guardi nell’abisso, l’abisso guarda in te“, questa gente che in altri tempi sarebbe stata solo oggetto delle mie prese per il culo, mi ha stimolato qualche riflessione aggiuntiva. read more

Boikot fusillo (and read DFW)

monnezza

Courtesy of MLV

Ieri, se non stavate su Urano, vi sarete accorti che uno dei boss della Barilla, Mr. Guido Barilla, in un’intervista ha scosso un po’ la comunità LGBT (perché gay,  ormai, non basta più) e tutta quella parte di società socialnetworkicamente attiva e attenta ai diritti delle minoranze.

Anche se professionalmente magari ne avrebbe avuto qualche titolo, GB non ha evocato nostalgicamente i forni, né è stato a mio avviso particolarmente omofobo. Ha detto che (vado a braccio) che la “pubblicità è una cosa seria e che è giusto che ne parli chi ne capisce (non la Boldrini)”, che loro “non faranno pubblicità con famiglie “alternative” a quelle “tradizionali”, che “ognuno è libero di fare le sue scelte, senza disturbare gli altri”.  Insomma, ha detto quello che avrebbe detto mia nonna, delle cose da cui evidentemente traspare una certa sua posizione personale sul tema non troppo moderna (e saranno pure cazzi suoi, anche perché non mi sembra un maitre à penser particolarmente influente) ma, cosa più grave, ha attribuito la stessa opinione alla sua azienda dicendo “noi siamo per la famiglia tradizionale“. read more

Corsica/1 – DFW

L’anno scorso, forse ricorderete, per la settimana di ferie mi ero portato da leggere Libertà di Jonathan Franzen e ne ero tornato entusiasta. Del romanzo certo, ma ma anche della scelta del romanzo singolo. Un romanzo, una vacanza: poco ingombro, pochi pensieri, molta resa.
Quest’anno, in Corsica, ho voluto ripetere e, sempre in modalità great-american-novel, mi sono portato – strafacendo – Infinite Jest di David Foster Wallace: una botta da 1400 pagine (!) tra dipendenza da sostanze, tennis agonistico, anni sponsorizzati e irredentismi Québécois. read more