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E perché proprio 150?

Si parla del numero di Avemarie in un Rosario.

Siccome è l’esatto numero di Salmi della Bibbia, l’ipotesi è che il rosario sia nato come rito sostitutivo, per devoti analfabeti che non avrebbero potuto leggere il salterio. E questo ci dice molto sul cattolicesimo, sapete.

Prendiamo un musulmano, un protestante e un cattolico. Il primo ha un libro sacro, ma spesso non sa leggerlo: quindi lo impara a memoria. In arabo. Altrimenti non sarebbe un buon musulmano. Il secondo ha un libro sacro, ma non riesce a impararlo a memoria, in una lingua che oltretutto non parla più da secoli: quindi impara a leggere. Così può essere un buon protestante. E il cattolico? Anche lui ha un libro. Ma studiarlo a memoria è troppa fatica. Imparare a leggere? Non se ne parla. E quindi? E quindi invece di leggere guardi le figure – le chiese ne sono piene – e al posto di ogni salmo che non hai imparato a memoria, reciti la stessa preghierina. Breve. Semplice. Una religione, come dire, accomodante. read more

Chierichetti anziani

Why?

C’è Blair da Fazio.
Sempre piacevole, sempre belloccio, sempre con quella faccia da figlio di mignotta british che non può non fartelo stare simpatico.
Discute, dice cose sensate (un po’ banali, forse) e risponde sinceramente, ma, essendosi ritirato, non combina granché: scrive libri, riflette sul passato, partecipa a conferenze, pontifica e gigioneggia, perché c’ha la testa, la faccia e il fisico per farlo. Però, oggi, se io penso a Blair, mi viene in mente per prima cosa la sua conversione al cattolicesimo, avvenuta a ridosso del suo ritiro dalla scena politica.
Pur con il rispetto massimo per le scelte personali e intime di ognuno, non posso fare a meno di domandarmi quale appeal può avere la religione cattolica su una persona adulta, colta, razionale, (moderatamente) di sinistra e, soprattutto, cresciuto lontano da parrocchie e catechismi. read more

Bambini venite parvulos

Family day


Non entro nel merito perché non mi va di sparare sulla Croce Rossa. Ma una considerazione al volo su preti, papi e pedofilia la voglio fare.

Ho l’impressione che a noi, in questo paese a monocultura cattolica, allineato, coperto e baciapile quant’altri mai, non ce la stiano raccontando tutta. O meglio, proprio in virtù dell’univocità del nostro humus culturale e dalla povertà del nostro accesso all’informazione, non la stiamo capendo tutta.

In Italia, se parli di chiesa e di religione, parli di chiesa e di religione cattolica. Siamo 58 milioni e tutti praticamente abbiamo avuto a che fare con uno o più preti nel corso della nostra esistenza. A causa della monocultura, da noi (anche tra i laici, atei e mangiapreti come me) attecchisce facilmente il discorso che stanno ripetendo in questi giorni, cioè che “i preti pedofili sono mele marce e ci sono una moltitudine di preti che svolgono correttamente il loro ministero“. O, con licenza parlando, sono in netta maggioranza quelli interessati al gregge rispetto a quelli inclini alla pecorella.
Insomma, il prete per noi è una figura presente e, se non abbiamo avuto la sfortuna di incappare in uno pedofilo, ci viene facile concordare con la posizione ufficiale. read more