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Un’altra riflessione su Istanbul (sul burqa)

Premessa per i puristi (del cazzo). Il burqa, di cui avevamo già parlato tempo fa, viene in vari sapori: quello completo con la gabbietta sugli occhi (à la femme du taleban), quello completo senza la gabbietta, la palandrana nera che lascia scoperta solo la faccia e, anche questo, si può chiudere a triangolo sotto la bocca o lasciare il mento scoperto. Ognuno di questi avrà un nome specifico e molto evocativo (uno, tipo, si dovrebbe chiamare niqab) io in quello che sto per scrivere mi riferirò a tutti questi tipi, chiamandoli burqa, senza starmi a fare irrilevanti seghe mentali.

Istanbul è la città più popolosa di uno stato molto popoloso, islamico e, soprattutto, laico. Quindi, non ci sono obblighi di abbigliamento per nessuno come avviene altrove, salvo togliersi tutti le scarpe quando si entra in moschea (*) e coprirsi il capo con stracci vari, anche improvvisati, le donne, sempre in moschea. Per il resto, sciolti, sia noi, sia i Turchi. E qui viene il bello.
Il paese è islamico e quindi in strada, nell’abbigliamento femminile, si trova veramente di tutto. Dall’adolescente truccatissima (sempre un po’ troppo per i miei gusti), alla donna manager in tailleur, alla signora con il capo coperto (più o meno truccata), alle tipe col burqa (o quello che è). read more

Aporia

Il termine aporia, dal greco ἀπορία (passaggio impraticabile, strada senza uscita), nella filosofia greca antica indicava l’impossibilità di dare una risposta precisa ad un problema poiché ci si trovava di fronte a due soluzioni che per quanto opposte sembravano entrambe apparentemente valide. (Da Wikipedia)

Ci sono molti aspetti della vita che ci mettono davanti a delle aporie. Un’aporia vera, secondo me, non è soltanto una situazione in cui semplicemente non si sa che fare. Questo può accadere per tanti motivi, per irresolutezza, per carenza informativa, per pigrizia, o, furbescamente, per applicazione ecumenica del “ma anche” di veltroniana memoria… L’aporia si dà laddove tutto è noto e, proprio perché noto, è inequivocabilmente ed inestricabilmente contraddittorio. read more