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Sabato 2 Aprile 2011 – A perfect day

Forse era da andarsene al mare. Una volta si cominciava con i bagni fuori stagione a Febbraio ed è evidente che ci stiamo imborghesendo.

Jedan ci recluta per il suo primo giro dell’anno con l’ora legale (due anni fa fu un massacro) a cui si aggiunge anche la sperimentazione del nuovo manubrio “a piega bassa” montato  sulla bandita (“giusto compromesso” fra un paio di cose che non ricordo… 🙂 ). Insomma, c’è di che essere preoccupati (e rimpiangere il primo bagno della stagione). read more

Arretrati

In questo periodo non sto facendo giri memorabili, ma in moto ci vado. Ecco gli ultimi due.

Domenica 20 Marzo 2011 – (Don’t go) Back to Rocchette (mappa)

Domenica 27 Marzo 2011 – No, la Tiburtina no. (mappa)

Sabato 8 gennaio 2011 – Guazza

Era la prima volta da un sacco di tempo che si ricomponeva il trio monnezza (fame sonno e debolezza, come dice Jedan). Non ho partecipato all’organizzazione e infatti si parte addirittura dal (non) casello di Santa Severa a ben 50 km da casa. Vabbè che Jedan, ragazzetto di Roma sud, se li fa tutte le altre volte, ma Santa Severa uguale Tolfa (ed io Tolfa la odio, troppi assatanati e poi piove sempre). Stavolta non piove e non ci sono assatanati, ma, in compenso, la strada a salire è molto peggiore di come la ricordassi: piena di buche e affollata di macchine di cacciatori dietro ogni curva. Il cielo inoltre è plumbeo (e lo sarà per buona parte della giornata) e le strade sono sempre umide e spesso proprio bagnate. Passo lento e si va. read more

Una grande verità

Lo scorso weekend ero a trovare One a Stoccarda e fare un po’ di shopping nei soliti posti. A sorpresa, One mi ha portato (anzi, ci ha portato perché c’era pure Bnb) al Fabrikverkauf della Olymp, una gloria locale produttrice di camicie.

Ne ho acquistate due, obiettivamente diverse dalle camicie cui sono abituato (decisamente più… tedesche), ma comunque soddisfacenti.

Oggi ho tolto la seconda dalla confezione e sono arrivato alla seguente illuminante conclusione, che spero contribuisca tracciare una rotta verso una migliore convivenza fra i popoli dell’Unione. read more

Red jaguars

Venerdi sera, stavo all’aeroporto ad aspettare che bnb arrivasse qui a Tirana. Il volo era un po’ in ritardo e mi stavo guardando la partita alla tele del bar dell’aeroporto.

Nota: E’ fastidiosissimo guardare una partita su tre televisori affiancati e relativamente piccoli: sembra sempre che l’azione debba continuare sull’altro schermo e ti fa male il collo come ad una partita di tennis. Vabbè.

La divisa dell’Albania (maglia rossa, pantaloncini neri, calzettoni rossi), semplice ma molto fica, mi ha fatto ritornare in mente una divisa praticamente identica di tanti anni fa.

Correva l’anno 1982 e fra le quinte classi della Scuola Elementare Principessa Mafalda erano nate profondissime rivalità nel corso delle selvagge partite a palletta in corridoio all’ora di ricreazione. La palla era fatta di carta appallottolata, elastici e tanto scotch da pacchi. L’addetto alla costruzione della palletta era il mio migliore amico di allora MDF, ora brillante consulente a Milano; si mettevano quattro tute agli estremi del corridoio e, secondo un rigoroso girone all’italiana fra le sei quinte dalla A alla F, che una mano poco saggia aveva messo tutte sullo stesso piano, ogni giorno c’era un clima da derby, per non dire da Armageddon. Si tornava in classe, le volte che toccava a noi giocare, con occhi pesti, camicie strappate e sudati come maiali.
Il perché fossimo costretti a giocare in corridoio quando c’era, cosa rara, un notevole cortile mattonato fatto apposta per simili accanite rimane un mistero, segno forse di quarant’anni di malgoverno democristiano.
I ricordi sono un po’ annebbiati, ma come tutte le stagioni magiche, il campionato durò poco e sicuramente non riuscì a terminare: le maestre cominciarono a strepitare e a minacciare, per quanto si possa minacciare in quinta elementare. read more

Inanellando spigolature

In questi ultimi giorni, mi sono dedicato al mezzo (il nuovo blog) e ho lasciato un po’ stare il messaggio. Ecco un po’ di spigolature che si erano accumulate.

Il Kant che non ti aspetti

Entri nell’aereo un po’ scazzato, di lunedì sera, smadonni per il posto che ti hanno rifilato, sbatti la borsa da qualche parte, tiri fuori il libro, guardi in cagnesco i tuoi vicini e, soprattutto,  le mamme con bambini e nel frattempo, con mezzo orecchio addormentato, senti: “… riporre i bagagli sotto al sedile davanti a voi o nelle cappelliere sopra di voi…“. E dedichi un pensiero inatteso a un signore di Königsberg conosciuto a scuola. read more