Scene mute

Come sapete non ho grossa stima del nostro ceto politico, anche se solo i ciechi possono ignorare le differenze abissali di preparazione fra quelli deqquà e quelli dellà e che, anche fra quelli dellà, si può distinguere fra chi fa il becero e chi è becero, tertium non datur… E attenzione che non parlo “in media”, ma proprio in senso assoluto… Uno a uno…

Eppure, oggi voglio spezzare una lancia (o un’arancia, fate voi) per il ceto politico italiano d’ogni colore e formazione… Finanche per i leghisti, pensate un po’…

Sto seguendo, perché al Post sono fissati, la campagna per le primarie repubblicane negli States, in cui  esponenti vari, variegati e variopinti del GOP si azzannano in televisione per decidere chi sarà lo sfidante di Obama l’anno prossimo. E, di conseguenza, anche chi ricoprirà il ruolo di “uomo più potente del pianeta” per i prossimi quattro anni… Ammesso naturalmente che Obama, come sembra improbabile oggi, non venga riconfermato, ma sono tempi di grande incertezza e insomma… Come dicono loro, lucky the single-eyed (*)

Innanzitutto, vi dico che quella dell’Arizona, Jan Brewer, che si impappinava e parlava di “decapitazioni di massa” ad opera degli immigrati messicani, purtroppo non si candida, ma non disperiamo che l’erba cattiva non muore mai (**)…

Né ci sarà Sarah Palin, l’alaskana che sparava alle renne e faceva incazzare Ricky e Fonzie.

In pole-position c’è tale Mitt Romney, che, a parte il cazzo di nome (Mitt vuol dire Moffola), è il settantenne ex-governatore del Massachusetts, abbastanza presentabile e moderatamente moderato per essere un Repubblicano. A meno di mignotte cotonate sotto il letto e di colf pagate in nero, probabilmente vincerà le primarie e va bene così perché è il meno peggio.

I runner-up sono molto più interessanti. Ovviamente, come dappertutto, ce ne sono tanti e colorati (***), ma il bello dell’America è che fra questi ce ne sono anche alcuni che potrebbero vincere…

Gli sfidanti oggi, a campagna avanzata, sono essenzialmente due:  Herman CainRick Perry.

Herman Cain è nero (fateci caso) e in passato è stato il CEO di Godfather’s Pizza (Una pizza che non puoi rifiutare). Attivista di destra (all’americana, non con le spranghe) non ha mai fatto politica in senso stretto, ma è molto conosciuto per le sue campagne, battaglie e prese di posizione su temi cari alla destra… A occhio sembra tutt’altro che moderato, fa degli spot improbabili e canta i gospel, ma non è certo questo che lo rende poco papabile. E’ che ha una certa tendenza a trovarsi accusato di molestie sessuali e che – ma questo agli americani forse frega meno – quando è impreparato tende a fare scena muta… Per minuti e minuti. Surreale.

Dopo questo silenzio cult (mancava solo il Professoressa, il cane mi ha mangiato il quaderno) è anche riuscito a mettere una pezza peggiore del buco. E comunque, sarò razzista, ma quando parla ai comizi con quel baffetto, la crapa pelata e gli occhiali da sole, mi ricorda tanto un dittatorello africano degli anni settanta.

Anche Rick Perry non è da meno. A me, da quel che ricavo dalle cronache, mi ricorda un po’ l’indimenticato e indimenticabile Dabliù: governatore del Texas pure lui, sedia elettrica facile, ignoranza americana pesante e capacità di cogliere le sfumature della politica estera che finisce ai sobborghi di Austin. Eppure (anzi proprio per questo) piace ai Repubblicani duri e puri, soprattutto perché Romney è un po’ annacquato e davvero non c’è molto altro. Il fatto bizzarro è che anche lui è particolarmente incline alle amnesie e alle conseguenti figure di merda. Durante un dibattito televisivo in cui c’erano tutti i candidati ha affermato, con la sicumera tipica di questi personaggi, che voleva abolire tre ministeri, ne ha detti due e non si ricordava il terzo… E non c’è stato verso, nonostante suggerimenti e prese per il culo da parte degli altri concorrenti, di fargli ricordare quale sarebbe stato fino a dopo la trasmissione, a frittata ormai bella e fatta.

E anche lui c’ha voluto mettere una toppa un po’ così

Insomma, dio protegga la salute di Mister Obama e consoliamoci col fatto che la nostra banda di di idioti almeno in televisione ha (quasi) sempre la risposta pronta… Pure troppo.


 

(*) Beato chi c’ha un occhio.

(**) Mi sembrava di averne parlato sul blog, ma non l’ho trovato… In compenso, sul blog c’è sempre mitico Charlton Heston.

(***) Uno di questi si chiama Rick Santorum ed ha un problema che vi *dovete assolutamente* leggere.

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2 pensieri su “Scene mute

  1. Jedan58No Gravatar

    Ho sempre ritenuto la “media” statunitense composta da ‘ignoranti’ ex pellegrini ed ex bovari. Burini arricchiti diremmo noi. E cos’altro aspettarsi da gente del genere? Ho seguito l’intervista a Cain nella replica del David Letterman Show su Rai 5…se non fosse stato per la feroce ironia del conduttore sarebbe stato da brivido.

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