L’irresistibile fascino della lana caprina

Ieri sera ero a cena con Lo e – en passant, lì per lì non abbiamo approfondito più di tanto – lei mi ha detto qualcosa del tipo “tu sei uno che di cazzate ne fa poche, da quando ti conosco, praticamente ne hai fatta solo una, quella…” e qui poi un riferimento alla (presunta) cazzata sui cui dettagli e sulla cui sostanza non è importante qui dilungarsi.

La cosa mi è rimasta un po’ sul gozzo, non tanto perché mi ha detto che ho fatto una cazzata: Lo è stata troppo buona, visto che di cazzate ne faccio eccome. No. Il problema è che io non ritengo quella cosa a cui lei si riferisce tecnicamente una cazzata. E neanche un’azione avventata.

Se uno misura gli effetti di quella mia azione, essa è sicuramente una cazzata, drammatica e sanguinosa, e non posso che essere d’accordo con Lo. Ma, ed è questo il motivo del post, le cazzate non si giudicano dagli effetti felici o nefasti che portano con sé, ma sul fatto che quegli effetti siano o non siano prevedibili al momento dell’azione stessa. La prevedibilità è naturalmente funzione del set di informazioni che si hanno a disposizione in quel momento e quindi riassume in sé non solo la percezione soggettiva del contesto che spinge ad agire, ma anche la conoscenza/ignoranza oggettiva di aspetti e possibilità che con il senno di poi si riveleranno fondamentali.

La domanda è: se tu stai facendo qualcosa di sbagliato (nello specifico io non ne sono ancora convinto, ma penso di essere ormai minoritario), ma, con tutta l’onestà intellettuale del caso, ritieni che nel momento in cui stavi agendo assolutamente non sospettavi (per ignoranza e non per leggerezza) che la situazione potesse prendere d’acido in quel modo, stai facendo – tecnicamente! – una cazzata?

Nella sostanza cambierà poco, ma, secondo me, no. La staresti facendo se avessi sottovalutato degli aspetti a te noti o, peggio ancora, se avessi pensato “me sa che sto a fa’ ‘na cazzata” e ciononostante l’avessi fatta lo stesso.

Insomma – forse uso termini a sproposito, ma sono solo un ingegnere – definirei cazzata l’azione sbagliata colposa e quella volontaria, ma non quella preterintenzionale.

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2 pensieri su “L’irresistibile fascino della lana caprina

  1. oneNo Gravatar

    Interessante post. A me di cazzate che hai fatto vengono in mente al volo almeno 3 :-)(e mentre scrivevo me ne e’ venuta in mente un’altra). Pero’ questo e’ semantica. Sono abbastanza d’acordo con te sulla “preterintenzionalita’”. Secondo me il fattore che viene trascurato e’ che spesso quando si vuole assolutamente fare qualche cosa si mente a se setssi, nel senso che, a voler essere buoni, in maniera inconscia, si trascurano aspetti che la puzza di bruciato la lanciano eccome!

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    1. jestercap72No Gravatar Autore articolo

      Il discorso della puzza di bruciato non si applica al caso specifico e il punto è proprio che io mentre agivo non ho sentito alcuna puzza di bruciato o di altro.
      Magari mandami una mail con le 3 cazzate + una (tu mi conosci da più tempo)… Giusto per curiosità.

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