Quello che ti meriti

Querllo che ti meritiCosì così.
Così così ad una scritTRICE, norvegese per di più, è, per chi mi conosce, già un bel traguardo.

Diciamo una volta per tutte che:

  1. non mi piacciono le indagini di polizia svolte nel tinello (sia pure norvegese);
  2. non mi piacciono le indagini di polizia in cui in alcuni capitoli il protagonista è il colpevole;
  3. non mi piacciono le indagini di polizia in cui i potenziali colpevoli sono tirati fuori dal mazzo a caso senza che escano piano piano dalle ricerche;
  4. non mi piacciono le trame diverse che si intrecciano senza motivo apparente fino all’ultima pagina, quando il motivo da non-apparente diventa pretestuoso;
  5. non mi piacciono gli eventi casuali come punti chiave della storia;
  6. non mi piacciono i punti di vista dei bambini.

Scusate l’anafora, ma, tutto ciò considerato, perché "così così" e non peggio?
Perché Anne Holt, per tutto il resto, fa bene il compitino e delinea due personaggi un po’ tristi (so’ norvegesi, dopotutto), ma credibili. Inoltre scrive bene. Niente da dire su questo.

Infine, leggo nelle note bio, oltre ad altre cose interessanti (aiutino), che è stata pure ministra della giustizia norvegese…
A quando un giallo di Mastella o di Castelli?

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1 pensiero su “Quello che ti meriti

  1. utente anonimo

    Se parliamo di inchieste a me piacciono molto quelle di Mario Conde, protagonista nei romanzi di Leonardo Padura Fuentes. Si svolgono a Cuba, principalmente a La Habana, e rispecchiano fedelmente il substrato umano, sociale ed ambientale sul quale si poggiano. Non supereroi e direi neanche trame complicate, tranne la fantasia sfrenata ne “Addio Hemingway”; gente comune alle prese con avvenimenti di rilievo sviluppati in un contesto fatto di quotidianità.

    Sergio

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