Papi (reloaded)

Pensieri sciolti davanti ad Annozero di oggi.

Il primo è che questa festa dei 18 anni a Casoria (qui il sobrio biglietto di invito) mi ricorda molto la memorabile serata descritta da Toni Tammaro nel “Tango dei tamarri”…

Sarà che quando si parla di certe realtà, di certi posti, di certi ambienti e di certe parti politiche non riesco a fare a meno di fare di tutta un’erba un fascio… Ma deve essere stata davvero una serata da brividi e per venirci apposta ci deve stare qualcosa sotto… Ma sicuramente sbaglio io a trattare papi come se fosse una persona normale.

Il secondo è che questo ostinarsi a discutere continuamente se le sgallettate che aspira(va)no alla candidatura europea fossero o non fossero laureate o laureande è un modo un po’ cattolico di deviare il discorso dal fatto che fossero, soprattutto, mignotte o mignottande…

Aggiungo a margine che, anche se le università italiane hanno un approccio un po’ da “tutti dentro, perché tanto fori che fate?”, l’essere laureando è diventato un titolo in sé, che non necessariamente stimola a passi ulteriori (e definitivi).

Un po’ come il tipo del punto blu che mi dice:
Se la sbarra nun se arza, tu passa tranquillo, noi te famo la foto e te la mettemo sur conto telepass“…
E io, ragionando da laureando, gli dico:
Allora che me lo porto a fa’?”

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