Missismi

Come ho già detto non sono mai andato allo stadio, mai in discoteca, mai al casino (sia quello con, sia quello senza accento), mai più in generale a mignotte… Insomma, rispetto all’italiano medio, mi mancano le escursioni in molti luoghi dell’anima. Meglio così… Tuttavia, se me lo avessero chiesto, avrei ritenuto più probabile una mia comparsata allo stadio o in discoteca che alle finali di qualche concorso di Miss… Eppure, come sapete, è successo.
Visto che nulla deve restare impunito, è necessaria qualche riflessione. Sui missismi e, in generale, sui canoni di bellezza femminile.

Quando sia dal vivo, sia in tele, si vivisezionano le miss (Italia, Mondo o Albania non fa differenza) tendenzialmente capita, a proposito di bellezze statuarie, che se ti fossero entrate in classe ai tempi del liceo avrebbero spopolato senza se e senza ma, di sentire commenti del tipo:
“C’ha la bocca larga” – “C’ha il culo basso” – “C’ha gli occhi lontani” – “E’ troppo alta (!)” – “C’ha il naso grosso” – “C’ha la cellulite pure lei”…
e amenità simili.
A questo proposito si possono notare tre verità (quasi) assolute:

  1. questi commenti li fanno soprattutto le donne, sia perché sono (un po’) invidiose, sia perché sono più abituate a notare e commentare queste cose;
  2. questi commenti sono sempre focalizzati su un singolo particolare come se l’effetto del pacchetto intero non sia rilevante (dito, luna… albero, foresta…)
  3. nessuno commenta mai il fatto che hanno le tette piccole…

Ma spingiamoci oltre e andiamo a notare un ulteriore aspetto. Le manifestazioni di miss (da miss Tette di gucciniana memoria, a miss Italia, da miss Condominio a miss Padania) sono sempre molto ipocrite.
Presentano una mitragliata di topa giovane (come le feste del nano malefico), apparentemente anche esposta (costumi da bagno, vestitini succinti), ma tutto il resto, dall’ambientazione strapaesana alla scelta dei costumi, dalle acconciature alla retorica che le avvolge, è studiato in modo da non dare il minimo messaggio sessuale.
Le mamme dietro le quinte (magari non viste, ma intuite), i comici sempre sterilizzati (non invitano mai quelli pecorecci, fateci caso), i presentatori, anche qui asettici e nazional-popolari, che si ostinano a precisare che non sono solo belle… E infatti, studiano (di solito lingue, perché amano viaggiare), canticchiano, ballonzolano, hanno delle idee di prima mano sull’attualità (di solito la mano è quella di un capostruttura Rai)… Le più trasgressive hanno addirittura letto qualcosa (di solito di Moccia).
Perché bisogna arrivare a tanto?

Infine, vi lascio con un’ultima riflessione: la miss che vince, la serata in cui vince, con la corona in testa e la fascia a tracolla, non convince mai completamente nessuno (esteticamente, dico… Magari culturalmente sì…)

Poi la vedi il giorno dopo a Buona Domenica o in qualche pubblicità e (finalmente) ti appare per quello che è (e che in teoria già doveva essere)… Cioè una fregna spaziale. Dov’è l’inghippo?

Secondo me – prendete appunti – è nella forzata asessuatezza (?) delle miss. Le vesti da persone normali o meglio ancora le metti in mano a qualche truccatore/acconciatore abituato a gestire il solito mignottame televisivo et voilà
il miracolo si compie…

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