Masaker ne Durres

Qui non succede mai niente. Le strade sono poco illuminate o proprio buie, eppure ragazze bellissime in tenuta “da stupro” girano e tornano a casa da sole la sera senza nessun problema. C’è un poliziotto ogni 50 metri: un po’ panzone e dedicato più che altro al traffico, ma c’è. Sarebbe facile pensare che tutti i delinquenti sono venuti in Italia, ma io non lo penso. Penso che, semplicemente, chi è fuori dal “giro grosso”, è un delinquente vecchio stile (tipo Soliti ignoti, per capirci).

Ed è infatti un po’ d’altri tempi, sia pure nella sua efferatezza, il fattaccio che è successo ieri a Durazzo.

Dritan Dajti è un pluriricercato albanese (omicidio rapina e molti altri reati comuni), che qualche anno fa, con una rocambolesca fuga, è scappato durante il suo processo in un tribunale di Tirana. Non l’hanno ripreso ed è riuscito a scappare in America (!?). Cosa un po’ bizzarra, se ci pensate, considerato il casino che bisogna fare per ottenere un visto…

Pensando che la sua terra d’origine si fosse dimenticata di lui dopo anni di assenza (!?), è tornato… Evidentemente gli mancava il mattone a vista… Ieri, sul lungomare di Durazzo, dei poliziotti lo hanno visto e inseguito. Questi ha aperto il fuoco, in pieno giorno, sul lungomare affollato, e ha fatto secchi 4 (quattro) poliziotti e ferito 6 passanti.
Nella sparatoria un suo complice è morto e lui è rimasto ferito, pare gravemente. Non vorrei essere al posto suo.
L’Albania, sia i telegiornali, sia il popolino, è sotto shock per l’accaduto e non parla d’altro da ieri mattina.

Naturalmente, la cosa, in pieno stile anni ’50, è successa “sotto casa” o “a pochi metri” da almeno una decina di persone che hanno parlato con me.

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