C’est dimanche à l’aerogare

Vi scrivo dall’aereo. Sono sul volo per Helsinki e starò via 5-6 giorni.

A stare spesso in aeroporto, oltre ad imparare a muoversi quasi in automatico fra banchi del check-in, controlli e gate, si sviluppa una specie di sesto senso per individuare al volo e tenersi a distanza da situazioni di potenziale intoppo dovute al rincoglionimento del nostro prossimo viaggiatore. Chi si sa (e, soprattutto, si deve) muovere, compie tutte le operazioni con il pilota automatico, quasi senza pensare, con un’economia di tempo e di gesti notevole, se solo ci si facesse caso; gli altri, i viaggiatori occasionali, invece, oltre a non avere forse ben chiaro cosa il sistema-aeroporto si aspetta da loro, hanno la testa ovunque (paura/eccitazione per il volo/viaggio, ricerca del cibo o del(l’ultimo) caffè, shopping compulsivo, panico da beauty-case esplosivo o da bagaglio a mano troppo grande, ecc.), tranne che sulla prossima operazione. Ad esempio, avere presente quando, dove e quante volte serve mostrare il passaporto ed evitare quindi di riporlo sistematicamente in fondo al bagaglio. O togliersi i giubbotti con le borchie prima di passare sotto al metal detector, o meglio ancora evitare proprio di metterseli per non offendere l’occhio di chi guarda, che magari si è anche alzato presto stamattina.

Tutto questo c’è sempre, tutti i giorni e a tutte le ore, ma, se lo (ri)conosci, lo eviti. La domenica, però, non c’è scampo, perché *tutto* l’aeroporto è abitato e tenuto in ostaggio da queste formiche impazzite. Famigliole, grupponi di vegliardi, scolaresche e dopolavorismi assortiti, sono tutti davanti a te, come una rumorosa forza di interposizione fra te il tuo gate.

Oggi pensavo, considerata la particolarità della meta, di cavarmela almeno al check-in… E invece non avevo fatto i conti con il fatto che Helsinki, a occhio, è una specie di hub per le rotte polari verso est. A parte i finlandesi che tornavano a casa dopo il bagno nella classicità decadente e sempre più terzomondista dell’Urbe, c’erano, infatti, un gruppo di una decina di napoletani diretti a Shanghai e un gruppo di una quarantina di tardo adolescenti giapponesi sulla strada del ritorno a casa. A parità di rincoglionimento, i napoletani erano decisamente più rumorosi.

Io, nell’unica mossa saggia che sono riuscito a fare finora, li ho dribblati facilmente mettendomi in fila per il check-in della Business Class, ma poi me li sono trovati tutti sani sani ai controlli (alcuni mancava solo che tirassero fuori le bombe a mano, altro che togliersi le scarpe e le cinture….), al gate, sull’autobus per Focene (visto che Finnair la fanno parcheggiare più lontano del volo per Tirana) e sull’aereo.

Appena sull’aeromobile – scusate il preziosismo – i napoletani, che, nonostante avessero fatto il check-in più o meno tutti insieme, si erano dispersi lungo tutta la cabina, hanno preso in mano la situazione ed hanno iniziato un’autogestione per la riallocazione dei posti, aprendo trattative con vegliarde finlandesi e adolescenti giapponesi con la mascherina (ma perché, di grazia? Se fossi capace, gli starnutirei addosso apposta) [arcano svelato nei commenti] ; il tutto sotto la supervisione interrogativa e vagamente entomologica di hostess-madonne finniche dagli altissimi zigomi.

Rigorosamente, in italiano (o presunto tale) e ben prima che l’imbarco fosse terminato… Sarebbe da deviare per Shanghai e farci un documentario.

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3 pensieri su “C’est dimanche à l’aerogare

  1. OneNo Gravatar

    Oh come é tutto vero!

    P.s. I Giappo si mettono la mascherina non per proteggersi dal mondo (pensavo anche io fosse cosi fino al mio giro giappo) ma per proteggere il mondo da loro. Anche detto: se il giapponese c’ha la mascherina vuol dire che é lui che c’ha un qualche morbo (raffreddore and co.)

    P.p.s. Vedo con estremo piacere che la tastiera & spellcheck del tablet fa anche a te molti scherzi 🙂

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    1. jestercap72No Gravatar Autore articolo

      Il primo ps sarà pure vero, ma non credo che il resto del mondo ne tragga un gran beneficio.

      Sul secondo pps, ho riletto ed ho corretto due refusi nel primo e tre nel secondo post. Sono le medie che tengo con la tastiera normale. Io sto sui cinque errori in due post, tu e l’i-coso sui cinque errori in due righe… Ma è sicuramente colpa di Apple. 😛

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