Liberazioni e rimozioni

Dice giustamente Metilparaben che il fascismo, prima che in politica, si manifesta nei comportamenti spiccioli, nella socialità, nei rapporti umani. Ora, rimandando alla coda del post un ragionamento un po’ sofistico su quest’affermazione, vorrei soffermarmi sul disagio che provoca da 16 anni la festa del 25 Aprile nel nostro Centrodestra.

Oggi Berlusconi non c’era a nessuna delle celebrazioni, Maroni e La Russa hanno semplicemente “parlato d’altro”, lasciando a Napolitano il compito di far capire ai cittadini lì convenuti sotto la pioggia che cosa erano venuti a fare, visto che il 150-imo dell’Unità al centro del discorso di La Russa si era già festeggiato in altra data e che il Sig. Mario Pucci intorno a cui verteva il discorso di Maroni, sia pur con tutto il rispetto, non è la Resistenza. Dalla marchetta di La Russa alle Forze Armate alla celebrazione del antifascismo ante-litteram di Maroni (parliamo infatti di fatti del 1938), era davvero difficile capire che si stava festeggiando la liberazione da una dittatura orrenda, ridicola e lorda di sangue, da una occupazione violenta del nostro paese da parte dell’esercito più sanguinario della storia moderna, da una guerra iniziata, combattuta e continuata a combattere (!) dalla parte sbagliata, grazie alle truppe alleate e alle milizie partigiane in cui, horribile dictu, militavano moltissimi comunisti.

Ora chi non festeggia, tipo B. e l’ineffabile Sindaco di Verona, ha due paure. Una, banale, di essere fischiato: una platea antifascista autoconvocata non piace a nessuno di quelli che sono o si comportano da fascista in tutti gli altri giorni dell’anno. L’altra di mostrare clamorosamente la propria non comprensione dei valori della Repubblica, della Costituzione (antifascista) e di fare, anche senza fischi, una sonora figura di merda, come, a mio avviso, hanno in parte fatto oggi Maroni e La Russa (a cui però, va dato atto di averci provato). Insomma, di rendere evidente a tutti il cortocircuito fra il fascismo politico (che tutti, in teoria, rinnegano) e il fascismo personale, sociale, culturale di cui sono portatori. Dopotutto la Lega potrebbe tranquillamente cercare di cavalcare l’onda dell’antifascismo “storico”, eppure non lo fa (più): perché nessuno ci crede più che non sono fascisti? Perché sono troppo compromessi con i fascisti veri (La Russa & c.)? Per quieto vivere? O più semplicemente perché quello che dicono, professano e difendono è ormai così ontologicamente fascista, che i fatti hanno ormai superato le parole?

Insomma, il 25 Aprile è per loro la festa “degli altri” per eccellenza, nonostante sia la liberazione di TUTTA l’Italia da una cosa oggettivamente brutta e che non piaceva (più) a NESSUNO. Per questo, più che rinnegarla o svilirla o deprecarla (come pure qualcuno fa), semplicemente la rimuovono e si dedicano alle bocce, al bunga bunga, ai nipotini… O a tutte e tre le cose insieme.

Nota finale sofistica sull’ur-fascismo: nella nostra cultura certi comportamenti violenti, certe intemperanze verbali, una tendenza alla sopraffazione e ad impedire a qualcuno di esprimere liberamente le proprie opinioni, è giudicata “fascista”. Parola semplice, evocativa e profondamente vera nell’indicare, icasticamente, tutte quelle brutte cose lì. Ed ha ragione Alessandro a dire che ci si può comportare da “fascisti” anche non essendo ideologicamente tali,ì; anzi, come spesso accade, militando dalla parte politicamente opposta. La mia questione è puramente legata alla scelta della parola: perché proprio “fascista” e non altre parole legate magari ad altre dittature del passato con cui i fascisti, indipendentemente dal colore politico, condividevano i metodi. Perché semanticamente, nel linguaggio comune, stalinista vuol dire “ottusamente fedele alla linea”, nazista vuol dire “violentemente razzista” e fascista vuol dire “prevaricatore”? Idee?

 

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2 pensieri su “Liberazioni e rimozioni

  1. KilgoreTroutNo Gravatar

    Forse perché qui da noi la penultima dittatura, che si è caratterizzata per l’uso prevaricatrice della forza per ridurre gli spazi democratici, è stata quella fascista?

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