Latinismi

Riceviamo e volentieri pubblichiamo (e rispondiamo).

Subject: Taxi e NCC

Caro jestercap72,
ho letto con molta attenzione il suo blog su tassisti e ncc, notando molte imprecisioni: innanzitutto lei sostiene di essere d’accordo con il detto “l’abito non fa il monaco” (l’equivalente del latino “barba non facit philosophum”, ovvero”la barba non fa il filosofo”), eppure giudica, “sine cognoscere”, un’intera categoria, basandosi unicamente sull’immagine e ignorando che, sebbene l’immagine stessa sia molto importante, conta certamente di più  la sostanza.
In secondo luogo, lei afferma che è preferibile usufruire del servizio ncc piuttosto che di quello taxi, perchè viene svolto da persone ben vestite, in giacca e cravatta e da ciò si evince che non ha studiato con attenzione le “Noctes Atticae” del noto giurista latino Gellio, nelle quali l’autore,per bocca di Erode Attico, afferma: “Video barbam et pallium, philosophum nondum video”, “vedo la barba e il mantello, ma non il filosofo”, frase molto adatta per i noleggiatori, che vestono in giacca e cravatta, ma, ogni volta che li sento parlare, usano una consecutio temporum imperfetta e un linguaggio un tantino rude.

Infine le dico che, da tassista, diplomato al liceo classico, colmo di interessi e di buona famiglia, resto spesso basito quando ascolto l’ignoranza culturale della maggior parte dei clienti e il loro totale disinteresse verso qualsiasi argomento costruttivo. Tuttavia non mi permetto di generalizzare.

Cordiali saluti,

Roberto.

Caro Oslo3,
innanzitutto grazie per questa rinfrescata di latino. La maturità l’ho fatta più di 20 anni fa e comunque in greco ero molto più bravo.
Ma lasciamo stare il mezzo e veniamo al messaggio…

Canotta non facit taxistam, mi dice. Meglio così. Ma rimane che le scene da terzo mondo le ho viste, le leggende metropolitane sono più vere che false e leggendo i giornali su alcuni suoi colleghi se ne dicono tante.
Ma, cattiva stampa a parte, mi sembra che manchi assolutamente quella buona, di stampa. Perché una persona colta e arguta come lei non si fa promotore di un movimento di riscatto culturale (e non solo corporativo) della categoria? Magari ci ha già pensato, ma le sarà subito venuta in mente la quinta fatica di Ercole

L’abito non farà il monaco, ma quello che si dice di male dei tassisti, è tutto verificato dall’esperienza personale mia e di molti altri… E’ uno di quei temi che, come si dice, “mettono tutti d’accordo”, tranne i tassisti…

Infine, in un’economia di mercato, sono più che libero di scegliermi il mezzo più consono al mio stile, al mio modo di essere e alla mia disponibilità economica. E di consigliarlo al prossimo.

Anche se, tipo in una roulette russa, chiamare un taxi e rischiare, se becco lei, una corsa all’aeroporto dissertando amabilmente di Gellio e Cicerone, potrebbe aggiungere all’esperienza quella variabile aleatoria che rende la vita più interessante.

Buona serata

J

Caro jestercap72,
la ringrazio per avermi risposto e per la sua cortesia.

E’ ovvio che ognuno sia libero di usufruire del servizio che preferisce o ritiene più consono, certamente concordo con lei su questo, fermo restando che le “patetiche” accuse che leggo quotidianamente sui miei colleghi sui giornali, si chiamano, per quanto ne so io, diffamazione a mezzo stampa (reato, come lei ben sa, perseguibile penalmente). Personalmente ho scelto di fare il tassista 14 anni fa, quando ancora ero uno studente di liceo e ho portato avanti questo sogno con coraggio e costanza, ricavandone molte soddisfazioni (non solo economiche).

Per questo motivo mi fa molto male leggere o sentire tutte queste offese e accuse rivolte a una benemerita categoria, solo per colpa di pochi truffaldini o privi di qualsiasi logica di decenza.
Pertanto cerco e cercherò sempre di elogiare la mia categoria (della quale faccio parte da quasi 7 anni e penso quindi di poterne parlare con cognizione di causa), lasciando ovviamente ad ognuno l’eventuale possibilità di ribattere, come avviene in democrazia.

Buona serata e buon lavoro.

Caro Oslo3,
siamo tutti d’accordo a non fare di ogni erba un fascio.
Altrimenti nessuno prenderebbe più un taxi o ci salirebbe sopra solo “armato”. Cosa che ancora, per fortuna, non avviene.

Tuttavia, vorrei, anche se le accuse sono “patetiche”, che la categoria, invece di chiudersi a riccio (come, mi perdoni, sta facendo lei), reagisse in positivo.
Si potrebbero isolare e denunciare i comportamenti scorretti.
Si potrebbero riportare i “residenti” sui taxi, invece di litigarsi i turisti (gonzi) e la clientela business (tipo me, che non pago personalmente).
Si potrebbe ristabilire la giusta distanza fra il servizio NCC e quello taxi, che ad oggi, ripeto nonostante siano passati due anni dal post, si equivalgono come costi, ma non come qualità.
Si potrebbe scegliere i propri frontman e i propri riferimenti politici con maggiore gusto e maggiore oculatezza (lei? Perché no?).
Si potrebbe, infine, apparire (ed essere) un po’ meno corporativi, che è una cosa che dà fastidio a *tutti*, perché non è bello essere vittima di un monopolio.

Poi, per carità, bisogna pure campare, ma, a parte che è un problema di tutti e non solo dei tassisti, personalmente non credo che i tassisti in questi anni si siano mossi nella giusta direzione.

Buona giornata
J

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3 pensieri su “Latinismi

  1. AgostinoNo Gravatar

    Segnalo una cosa che capita spessissimo ai nostri studenti e docenti (aihme’, Americani):

    Dal centro di Roma vanno all’aeroporto a Fiumicino, ma invece di onorare la tariffa flat di euro 40, dicono che la corsa costa di piu’ … per via del traffico, per i bagagli, perche’ e’ festa, perche’ c’era una persona in piu’, perche’ e’ presto, perche’ e’ tardi … insomma, c’e’ sempre un motivo.

    Avvertiamo i ragazzi che sono in partenza di avere i soldi pronti per il taxi e di non pretendere il resto da una bancanota da 50. Poi diciamo di scendere dal taxi, prendere i loro bagagli, e poi dare i soldi solo alla fine, dicendo grazie e ignorando le richieste creative per altri soldi.

    In data 11 dicembre 2008, pero’, un tassista ha portato due studentesse all’aeroporto Leonardo da Vinci, e ha TENUTO IN OSTAGGIO I LORO BAGAGLI, chiedendo soldi in piu’ per via del traffico.

    Solo quando la ragazze mi hanno telefonato e ho suggerito di prendere il numero dell’autista ha finalmente consegnato i bagagli.

    Abbiamo prenotato il taxi (a Roma) chiamando il 3570 ed e’ stata assegnata alla corsa il taxi “XXXX”. Il numero del tassista poi era XXXX.

    Saluti,

    Jennifer Wilkin
    University of Washington

    Rispondi
  2. jestercap72No Gravatar Autore articolo

    Ho censurato i riferimenti del taxi nel commento precedente, ma per il resto mi associo allo schifo.

    Rispondi
  3. AgostinoNo Gravatar

    Cari amici, volevo solo raccontare un episodio di quotidiana inciviltà avvenuto nella nostra amata Roma. In sostanza domenica sera mi è capitato che 5 taxi su 5 pronti alla stazione Termini abbiano rifiutato di farmi salire con il cane guida per ciechi. Non è che siano stati brutti e cattivi, ma, credo in buona fede, nessuno di loro sapeva che è obbligatorio far salire un cane guida e cosi’ non mi hanno fatto salire.

    Sono arrivato alla stazione ieri alle 21,30 e, (e qui ci sarebbe da aprire una parentesi sulla situazione dei lavori della metro A), sono stato costretto a prendere un taxi, per un tragitto, che in qualsiasi altra capitale europea, avrei potuto fare con la metropolitana.

    Comunque, faccio la mia fila con il mio cane con il pettorale della croce rossa e anche, per sicurezza, il bastone bianco. Si ferma il primo taxi e mi dice subito: “ah, no; io non faccio il trasporto animali”. Io non ho voglia di discutere e gli dico soltanto: “va beh, aspetto il prossimo, ma guardi che c’è una legge, che la obbligherebbe a prendermi comunque, a meno che lei non sia allergico, ma allora deve avere un certificato medico”. Lui come niente fosse mi ribadisce che lui non fa il trasporto animali; se non fosse ridicolo dirlo da parte mia, mi parrebbe un dialogo tra “sordi”!

    Il problema è che anche i 3 taxi arrivati poco dopo in successione, mi ripetono la stessa litania sul trasporto animali. Uno mi dice che “poi il cane è pure a pelo lungo e sporca”. Tutti mi dicono che devo chiamare il centralino del 3570 e dire che voglio un taxi che prenda gli animali. Allora mi arrabbio davvero. E’ tardi e voglio tornarmene a casa. Dico che sarebbero tutti da denunciare e minaccio di chiamare la polizia. Nessuno di loro si scompone minimamente; mi dicono :”denunciami pure; io il trasporto animali non lo faccio”!

    Per fortuna, prima che io debba chiamare la forza pubblica, per far valere il mio diritto, il quinto che arriva mi carica, perché appunto lui questo benedetto trasporto animali lo fa. E’ un signore molto gentile, che mi spiega candidamente che lui di questa legge sul trasporto dei cani guida non ne sapeva niente. “quando ho fatto il corso al 3570, dice, mi hanno chiesto se accettavo di fare il trasporto animali o no; e io ho detto di sì'”.

    La conclusione è amara e un po’ sconcertante. Al 3570 fanno capo 3500 taxi, la metà di quelli che circolano a Roma. Ne deduco che un taxi su due non conosce una regola elementare del trasporto pubblico: conosceranno le altre norme, ad esempio quelle sulla sicurezza stradale?

    Alessandro Forlani
    giornalista RAI

    Fonte: messaggero.it ( http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=148630&sez=HOME_ROMA)

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