La suora cubista e i maratoneti

Ce l’ho un po’ (tanto) con i preti e i baciapile, lo sapete.

Con i cattolici in particolare, perché, come cittadino laico in questo cazzo di paese,  li subisco di più.
Ma devo dire che ce l’ho anche con i vari “sapori” delle chiese riformate, le varie sétte “da garage” che ho visto in America in squallida concorrenza fra loro, gli ebrei ortodossi, gli imam più o meno moderati, i monaci buddisti e, perché no, pure con qualche sciamano animista… (Anche perché, caro abboriggeno, che cazzo se dovemo racconta’?)

Come non avete potuto fare a meno di sapere, in questi giorni, oltre alla crisi delle borse, c’è stata la maratona in diretta della lettura della bibbia.
Una quindicina di versetti per uno – con un effetto che sul lungo periodo avrebbe potuto ricordare il modo di parlare di Qui, Quo, Qua (Buongiorno… Zio… Paperino) – si sono alternati al leggio più di mille di lettori, che, come sempre in queste occasioni, univano la versione buonista della globalizzazione (zingari e fascisti, malati e sani, vecchi e bambini, immigrati e leghisti, missionari e privati cittadini, ebrei di vario tipo e luterani assortiti, forse mormoni e finanche musulmani “a titolo personale”), il solito strapaese con reminiscenze parrocchiali (Milly Carlucci e Alemanno, Renzo Arbore e Benigni, Fiorello piccolo e Massimo Ranieri, Kakà e Legrottaglie) e infine, in qualità di tappabuchi, il solito diluvio di papi e cardinali, di solito così schivi…

Ringraziando iddio, è proprio il caso di dirlo, la diretta è stata una diretta per modo di dire, perché tranne la prima e ultima ora (a una settimana di distanza una dall’altra), la “storica iniziativa” è stata deportata non so se sul satellite o sul digitale terrestre e, in virtù di quello che succedeva fuori, se non è stata virtualmente e mediaticamente dimenticata, le è stata dedicata molta meno attenzione del previsto. Evvai!

Ed eccomi qui, a guardare (in realtà ho retto 10 minuti scarsi) l’ultima ora di lettura.
Prima che si cominci, una figura in bianco si aggira per Santa Croce in Gerusalemme (danzando, secondo il commentatore, ma in realtà cammina ondeggiando): si tratta nientepopodimeno che di una suora, tale Anna Nobili, ex-cubista redenta che ora, senza più il cubo sotto, “danza per il Signore”… Nonostante il vestito virginale, la faccia da porca è rimasta.
Bene… E io che ero rimasto a Suor Paola, quella della Lazzie…

Inizia Fiorellino, poi Renzo Arbore, poi un po’ di sconosciuti (a me), il solito bambino ammaestrato in giacca e cravatta, Milly Carlucci (ooooooooooolé) e poi chiude un cardinale (pare uno pure importante). Il problema è, almeno finché non ho tolto l’audio, che l’ultimo libro della bibbia è l’Apocalisse, che, se da un lato è una lettura piuttosto complessa e sapienziale, dall’altro è evidentemente stata scritta in preda a potenti allucinogeni che poco sia adattano all’atmosfera compunta e parrocchiale.

Ricordo quando nel lontano 1995, in quel di Patmos, provai ad andare a  visitare la grotta (anzi, the grotto) in cui San Giovanni (prima di trasfigurarsi in un quartiere) si dedicò alla redazione del libro. Non entrai perché la mia ragazza di allora era, a giudizio insindacabile del pope guardiano, troppo discinta nell’abbigliamento. Il fatto che fosse agosto e che c’erano quaranta gradi non sembrava riguardarlo, aprendo scenari -davvero- apocalittici su cosa potesse celarsi sotto quella tonaca e dentro quella barba. In realtà, il nostro pope non riteneva la discintezza (?) un problema in sé (anzi…), ma voleva soltanto affittarci, per non ricordo più che modica cifra, un paio di pantaloni in lana grezza, sempre gli stessi, usati e riusati da pellegrini e pellegrine discinte, roba da ufficio d’igiene oltre che da girone dei simoniaci. Abbiamo salutato e, discinti, ce ne siamo andati in spiaggia.

Il grotto, tuttavia, da quel che si vedeva dalle cartoline non era niente di che e, il solo averlo scelto come luogo di residenza e di scrittura, in una specie di telelavoro ante-litteram, era per se evidente segno di squilibrio mentale e probabilmente di abuso di stupefacenti di qualche tipo.

Ebbene, se mettiamo in relazione tutto questo (il grotto, il libro dell’Apocalisse e Milly Carlucci), veniamo al commento finale, non di costume, su tutta questa faccenda. L’eterno equilibrismo della chiesa (di ogni forma e colore) fra misticismo e frottole, mondanità e tradizione, tra apparenza e buon gusto, fra oggettiva difficoltà del messaggio teologico e banalità della ritualità popolare, fra la sistematica ignoranza del testo sacro nel suo valore storico e la sua venerazione aprioristica e selettiva, mi ha sempre dato il voltastomaco…

A farci un po’ più caso, in questa occasione, il voltastomaco sarebbe durato una settimana. Diciamo che me la sono cavata.

E per non farvi credere che sia un senza-dio ignorante pure io, vi lascio con una citazione biblica che ci sta tutta e che vi mostra che il messaggio biblico riesce ad essere un po’ contraddittorio anche nel giro di due righe.
Proverbi (26, 4-5):
Non rispondere allo stolto secondo la sua stoltezza per non divenire anche tu simile a lui.
Rispondi allo stolto secondo la sua stoltezza perché egli non si creda saggio .”

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