G.o.T. it

Forse ne ho già parlato un po’ anche qui, ma la serie dell’anno, secondo me, è Game of Thrones. Anche se le atmosfere sono fantasy, di soprannaturale, almeno in questa prima stagione, c’è ben poco: scordatevi maghi, Nazgul, Palantir, anelli e quant’altro (beh, qualche drago c’è… ma piccolo). Quello che conta è la storia, intricata, e, soprattutto, i personaggi che sono caratterizzati benissimo e, come nota oggi Matteo, i migliori fra loro sono quelli che uno non si aspetterebbe vincenti in un maelstrom ormonale di maschioni medievali (un nano, un bastardo, un bambino paraplegico e un eunuco).

L’eunuco (Sir Varys) è interessante, ma un po’ marginale. Il bambino (Bran Stark) è stato convalescente dalla caduta che gli ha fatto perdere l’uso delle gambe per quasi tutta la stagione, ma penso che “si farà” nel prosieguo. Il bastardo (Jon Snow) è sicuramente il personaggio più riuscito fra “quelli che menano” ed è proprio questo suo status di bastardo che gli dà quella dimensione in più che lo rende “più protagonista” degli altri: anche lui penso che ci riserverà qualche sorpresa. Ah, già… Le sorprese… In questa serie, per ora di 10 puntate, non succede praticamente nulla e anche le (poche e molto attese) battaglie avvengono fuori scena… Eppure, non si possono staccare gli occhi dallo schermo e questo, se permettete, è la mia definizione di spettacolo.

Tornando ai personaggi, su tutti giganteggia il nano. Tyrion Lannister è un nano vero, cioè una persona affetta da nanismo (non un nano “appartenente alla razza dei Nani” tipo Gimli), ma riesce con la sua astuzia e con le sue notevoli capacità dialettiche a mettere a malpartito praticamente tutti, trascendendo il proprio handicap. In più, c’è una certa grandezza nel suo non mollare mai, nel piegarsi agli eventi senza spezzarsii, nel subire le avversità e le situazioni umilianti sempre con un sorriso impunito sulle labbra, e uscirne sistematicamente più forte e più centrale di prima. E’ un personaggio naturalmente ambiguo ed è evidentemente schierato con i cattivi, ma nonostante ciò rimane un personaggio talmente potente e magnetico che spinge lo spettatore a cercare in quella ambiguità tracce di redenzione…

Tuttavia, non è che volessi recensire G.o.T., vi consiglio piuttosto di rimediarlo – in lingua originale perché tra l’altro è recitato in un oinglese molto molto british ed è un piacere sentirlo – e di guardarvelo, anzi di spararvelo tutto insieme. Tanto è vacanza e non avete un cazzo da fare. La verità è che questo post nasce dall’aver letto, nel post di Matteo, una verità marginale, ma illuminante. Di quelle che quando le leggi, senti distintamente qualcosa che ti fa click nella testa…

… tra l’altro il bastardo ricorda parecchio l’anima candida Damiano Tommasi…

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3 pensieri su “G.o.T. it

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