Hai mai perso la fede?

Sì, una volta in piscina.

Mi è venuta in mente questa battuta di Disegni & Caviglia dei tardi anni 80, stasera quando il telegiornale, con una pompa seconda solo alla recessione annunciata, ci ha fatto sapere che il compagno Antonio Gramsci, reduce dalle galere fasciste, poco prima di tirare le cuoia si sia (finalmente, eccheccazzo) redento e abbia baciato il bambinello (o un santino o una madonnuzza o un crocifisso, non ho capito bene).

A darci questa notizia sconvolgente è stato il propenitenziere (il correttore dice che questa parola non esiste) Luigi De Magistris.

Fermo restando che saranno pure cazzi suoi (di Gramsci), non mi sembra che il punto di morte sia stata mai la parte più interessante e utile della vita di nessuno, tantomeno di Gramsci che insomma da vivo di cose buone ne aveva fatte.

Questa necessità della chiesa cattolica di appropriarsi di ogni cosa possibile, di mettere il cappello su tutto ciò che è libero, indecidibile o anche solo di difficile dimostrazione e il servilismo criptoparrocchiale con cui i giornali danno queste cazzo di notizie sono, a mio modesto avviso, uno dei segni più sconfortanti di questi tempi fecali in cui viviamo.

Infine, un po’ di domande: Che cazzo fa nella vita un proprenitenziere? Quanto guadagna? E’ un titolo a vita o è uno dei tanti esempi di precariato? Si veste di nero o è un porporato? A parte interessarsi di immaginette baciate da qualcuno nel 1937, come passa le sue giornate? Se lo incontro per strada, che devo fare?

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3 pensieri su “Hai mai perso la fede?

  1. ulysse1

    E’ che sono in crisi anche loro, hanno bisogno di confermare la propria (invadente) presenza e lo fanno con i mezzi che hanno sempre preferito: enfasi, notizia sensazionale data dallo spessore del personaggio più che dal fatto in se stesso, implicita morale “fate come vi pare ma tanto è lì che vi aspettiamo)…
    Sul ruolo del propenitenziere non saprei dire, non sono ferrato in queste cose, tant’è che ad un mio amico prete scrissi un versetto satanico per esternare la mia convinzione che preti e suore fossero uguali (per loro non lo sono)

    le mani lisce, l’appartenenza al clero,
    la faccia bianca, er zinalone nero.
    Ma ciò che veramente li unisce e l’affratella
    è inginocchiasse davanti ar cero e alla cappella

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