Grissom de noantri

Una delle mie chiose preferite a chi si aspetta troppo dalla realtà delle cose e tende a farla troppo semplice è: “Tu guardi troppi telefilm americani“. Come a dire che il mondo è un po’ più complesso di come lo vorremmo, che ci vuole tempo per raccapezzarcisi, che il bianco e il nero assoluti non esistono, ecc. Vedete anche voi che queste affermazioni, per quanto vere, sono un po’ stantie e quindi – da uomo brillante quale sono 🙂 – me la cavo con i telefilm… Inoltre, considerando i miei interlocutori soliti, è molto probabile che *effettivamente* guardino troppi telefilm americani.

Dico questo per far vedere che rispetto a certe cose nutro un certo disincanto e – diciamolo – anche un po’ di cinismo. Eppure, mi sembra davvero assurdo che i RIS di Parma e i rispettivi epigoni delle numerose forze dell’ordine italiane non siano stati in grado di risolvere praticamente nessuno dei delitti degli ultimi anni.

Cogne, Garlasco, Avetrana, Perugia e ce ne saranno anche altri… Le scene del crimine sono recintate, arrivano questi con i loro vestiti da lumaconi, raccolgono, setacciano, imbustano, misurano… Poi tornano a casa ed in un ambiente, anche intellettuale, che ci piace immaginare ispirato a CSI, analizzano, centrifugano, fotografano, riproducono, ricostruiscono, confrontano…

Nel frattempo il tempo passa e ci fosse una volta che trovassero una prova risolutiva. Anzi, l’impressione che si ricava da quel poco che leggo di cronaca è che, mentre imbustano e calpestano, manipolano e conservano, fanno anche un bel po’ di casino… Ma non è tanto questo il punto, perché a me il pecione farebbe pure tenerezza (chissà perché…)

Siccome non credo che nessuno degli esecutori dei suddetti crimini abbia avuto né le abilità, né la cultura forense, né la volontà di compiere il delitto perfetto, né mi sembra possibile che, anche se per qualche botta di culo a qualcuno è riuscito di compierlo, questo sia capitato a tutti, cosa succede?

Una prima cosa che succede è che il mondo è sempre più complesso di come ce lo rappresentiamo e lo modellizziamo nelle nostre teste, che tra l’altro sono anche diverse fra loro. A questo si deve aggiungere (per fortuna) la presunzione di innocenza e l’onere della prova sulle spalle dell’accusa: in assenza di prove definitive – in  presenza di pasticci e pecionate – la difesa ha gioco facile a sollevare ragionevoli dubbi e, alle brutte, buttarla in caciara.

Che poi, quelle tecniche di analisi forense, funzionerebbero pure a bocce ferme, come dimostrano i recenti breakthrough nei delitti di Via Poma e dell’Olgiata, che sembravano ormai in naftalina… Il problema vero secondo me è che nessuno in Italia – per cialtroneria, per sfiga, per malafede, perché è oggettivamente complicato –  è capace di tenere ferme le bocce quanto basta per capirci qualcosa.

O forse guardiamo tutti, anche i RIS, troppi telefilm americani.

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