La Gelmini, le parole, le virgolette

Ieri c’era un’intervista alla Gelmini su Repubblica. La qualità del personaggio la conosciamo e ne abbiamo già parlato più volte (in particolare qua), rilevandone i tratti caratteristici di inadeguatezza, negazione dell’evidenza “senza se e senza ma” e soprattutto il suo insopportabile patois modernista.

Vorrei far notare due perle dell’intervista, che poco hanno a che fare con la scuola in sé, ma hanno molto a che fare con chi le ha pronunciate.

Sulla faccenda del comunicato dei neutrini si è detto già tutto, anche se secondo me, accanto alla sesquipedale bestialità del tunnel, anche il lasciar intendere di stabilito un record di velocità non è cosa da poco… Nemmeno Italo Balbo.

Il superamento della velocità della luce è una vittoria epocale per la ricerca scientifica di tutto il mondo.

E vabbè. Il giornalista gliene ha chiesto conto (immagino le contrattazioni dietro le quinte per evitare di parlarne) e lei, ineffabile, ha detto due cose in rapida successione.

Quel giorno eravate al Quirinale, avevate affidato il comunicato a un giovane, non l’avete controllato.
“Al primo incidente di percorso ho pagato un prezzo alto, sono stata travolta dalla velocità di internet e dalla replica sbagliata: il secondo comunicato parlava di polemiche strumentali e non erano parole mie. Bastava chiedere scusa, e farci su un po’ d’ironia. So che non esiste un tunnel da Ginevra al Gran Sasso, ho visitato il Cern e non ho visto tunnel. Bastava mettere quella parola tra virgolette e aggiungere tecnologico, “il “tunnel tecnologico” dentro il quale sono viaggiati i neutrini”.

Ha chiuso un rapporto storico con il suo portavoce, Massimo Zennaro. Resterà direttore generale?
“Non c’è motivo per allontanarlo anche da lì, la Corte dei conti l’ha valutato idoneo”.

È accusato di una gestione forzata dei dati del ministero.
“È una polemica ridicola”.

Quindi, il problema non era nel comunicato, ma nella replica, che non ha scritto lei, come non aveva scritto il comunicato originale. Bene, anche se sapersi scegliere i collaboratori è cosa spesso più importante del saper fare bene le cose da sé.

Peccato però che il comunicato di risposta parlasse testualmente di “polemica strumentale e ridicola”. Esattamente le stesse parole utilizzate da lei stessa qualche riga più in basso nell’intervista qui riportata. Anche ammettendo che non l’abbia scritto lei il secondo comunicato (forse nemmeno l’intervista), ne emerge comunque il quadro di un Ministero di Cloni, abbastanza abituati a smentite frettolose, puntualizzazioni e polemiche “ridicole” (se avete pazienza, qui capirete meglio, se no fidatevi).

E, visto che le parole sono importanti, Stella Maris ci dà anche la ricetta “di buon senso” che avrebbe evitato il ridicolo del primo comunicato. Bastavano due virgolette e aggiungere “tecnologico”. Ora, bene che va, la Nostra consiglia di buttarla in caciara in un comunicato ufficiale, perché è evidente che tunnel tecnologico (in assenza di tunnel) non vuol dire assolutamente nulla, per quanto virgolettato possa essere.

Ma – e la cosa è un po’ disturbante – si insiste ancora su questa faccenda del tunnel, che non esistendo nella realtà, è nei fatti l’unico aspetto dell’esperimento di cui non ha senso parlare. Ai due estremi del percorso dei neutrini ci sono acceleratori e rilevatori, ma in mezzo – davvero! – non c’è niente… L’avrà capito? Lei dice di sì, ma il dubbio rimane.

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