Flying rags

Alla Lega stanno volando gli stracci e non da oggi.

Si contrappongono i Maroniani e i Bossiani del Cerchio Magico. I primi sembrano aver capito meglio l’aria che tira e sono generalmente più presentabili, ma non hanno il coraggio (forse in Lega userebbero una qualche metafora celtica) per contrastare pubblicamente Bossi. Di conseguenza, gli altri, che annoverano figure mitologiche tipo la moglie di Bossi, il figlio di Bossi, la badante di Bossi (quella con l’attaccatura dei capelli sotto le sopracciglia, per capirci) e il Capogruppo alla Camera (l’autista di Bossi?), hanno buon gioco ad imporsi nelle ormai frequenti contrapposizioni in questo o quel consiglio regionale, fino al ridicolo dell’altro giorno.

Dei due soggetti, Bossi sembra abbastanza incapace di intendere e di volere e la galleria lombrosiana del cerchio (circo?) magico sembra sempre più il ghost writer delle articolate uscite dell’anziano, acciaccato ma sempre caro leader. Maroni fa l’attendista, quello che la sa lunga, che “non si espone, tanto cadono da soli“, che “fa il ministro dell’Interno, figurati se ha tempo…” Sia l’uno, sia l’altro atteggiamento fanno una certa presa sulle anime semplici e alimentano una certa immagine da “statista”, poiché in certe valli a scarsa insolazione media, l’idea che si ha dell’intelligenza (e della politica) è abbastanza approssimativa.

Sullo sfondo, infatti, c’è sempre la fantomatica “base” leghista che mugugna, strepita, chiama Radio Padania per farsi trattare male, vede gli UFO e nel frattempo continua a dire che “Bossi non si discute, ma…“, che “Maroni ha sconfitto la mafia e quindi...”

Insomma, tutto sembrerebbe normale in quelle lande padane strette fra Topolinia e Paperopoli… Se così non fosse, c’è subito pronta la tecnica di motivazione all’americana.

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