Flashforward: il libro

FlashForwardLeggevo e mi veniva in mente Burger Time.
(Ham)Burger Time (come lo chiamava mia madre) era un gioco della console arcaica che avevo nei primi anni Ottanta, Mattel Intellevision, ed era il mio gioco preferito. Nessun clone successivo (pochi, per la verità) ha mai toccato quelle vette di perfezione, di equilibrio tra accessibilità e difficoltà, tra semplicità e qualità grafica.
Insomma un’idea ludica quasi geniale oppressa, a distanza di decenni, dai quadratoni di una grafica 8-bit.

Questo libro è un po’ simile.
L’idea che c’è dietro al libro è geniale. Per motivi scientifici che non sto a dirvi, l’intera umanità si trova a vivere due minuti della propria vita ventun’anni nel futuro.
Tutto ciò che ha a che fare con la “gestione” del futuro è trattato con diligenza e creatività. Molte domande che possono sorgere al lettore, sono prevenute e risolte alcune in bellezza, altre un po’ così… Micro e macro-impatti della conoscenza di un breve attimo di futuro sono pensati con fantasia e ben descritti. Ma, naturalmente, la macchina del tempo genera sempre più panico di quanto si possa umanamente elaborare, quindi, anche se qualcosina fa acqua è perdonabile.

Fin qui l’idea.
Il resto è letteratura a 8-bit: il libro è scritto male, i personaggi sono tagliati con l’accetta e il tutto viene presentato in un patois di generi letterari ammucchiati fra loro letterariamente confuso e insostenibile (divulgazione scientifica, sentimenti, cappa e spada, flusso di coscienza misticheggiante). Insomma, più volte ho pensato di lasciarlo perdere, ma ho tenuto duro solo per scrivere questa recensione.

Sarà che tutto ruota intorno a un gruppetto di scienziati, che, si sa, non sono la categoria più interessante del mondo, sarà che il tema solleva questioni metafisiche importanti per cui bisogna essere attrezzati culturalmente (e Sawyer, a occhio, non lo è più di tanto), ma alla fine ci sono solo una serie di sottotrame che vengono portate avanti con pervicacia, ma di cui alla fine a me non fregava assolutamente niente di sapere come andavano a  finire.

******SPOILER******
A cazzo, come era facile immaginarsi.
******FINE SPOILER*******

PS: Buon divertimento

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7 pensieri su “Flashforward: il libro

  1. utente anonimo

    sono perferttamente in linea. Magari mi manca il riferimento ai giocho in 8bit :-)Avevo già letto un'altro libro di Sawyer e avevo avuto le medesime impressioni. Ottime intuizioni, ma poi alla fine sbraca sopratutto quando si tratta di filosofeggiare: sembra di avere a che fare conun adepto della new ege!!!bnbPS: la serie è di gran lunga meglio 🙂

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  2. jestercap72

    Il telefilm è molto meglio. Molti personaggi non sono banali e comunque la storia è troppo diversa da quella del libro da renderli inconfrontabili.Quello che fa acqua, come già commentato, è la sceneggiatura un po' troppo in progress, ma lo svolgimento delle singole puntate e di gran livello. Così parlai. 

    Ciao

    J

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  3. KilgoreTrout

    E io sono d'accordo solo a metà. Ossia concordo in larga misura sul libro (vedi anche la mia recensione) ma non concordo affatto sulla superiorità della serie Tv. Se parliamo di personaggi sconclusionati e tagliati con l'accetta il telefilm ne è pienissimo. Vogliamo discutere il comportamento della dottoressa Olivia Benford o del Fisico Lloyd Simcoe? O di Stanford Weneck il capo dell'FBI losangelina?E, summa totale, Mark Benford?????E mi limito ai personaggi principali perché altrimenti c'è da ridere ripensando alla pescivendola figura chiave del complotto, al "Grande Vecchio" Dyson Frost, al savant che tutto sa ma al quale nessuno chiede nulla, all'agente dell'FBI ciccione e al "Grande Vecchio 2" che sembra un broker londinese.Per carità cristiana non mi addentro nei buchi della sceneggiatura, ci vorrebbero anni per esaminarli tutti quanti.Il vero mistero è che, nonostante tutto, mi piaceva vederlo…

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  4. jestercap72

    Penso che tutto si riduca all'ultima tua riga.Nonostante tutto mi piaceva vederlo.Anche a me.Mentre il libro NON mi è piaciuto leggerlo.E se qualcuno prova a dire che la visione di un telefilm è comunque più accessibile della lettura di un libro, tutti sappiamo che ha sbagliato indirizzo. 

    J

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  5. KilgoreTrout

    A me il libro è piaciuto di più. Però vedo che eviti il nocciolo della questione: diamo un giudizio molto diverso sulla consistenza di molti dei personaggi della serie…

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  6. jestercap72

    Allora.Mark Benford: Eroe senza macchia un po' fessacchiotto, ma quanti ne a abbiamo visti nella storia del cinema? Io lo registro, ma nonmi infastidisce.Demetri Noh: Un bel personaggio, una faccia simpatica e molto ben gestito fino al suo previsto omicidio, poi Agente FBI standardJanice: bel personaggio, forse, poco sviluppata la sua vena lesbica, ma vabbè.Olivia Benford: personaggio un po' del cazzo, deve fare la madre matura e la 15enne innamorata, però lei è simpatica e mi piace.I bambini: give me a break! Ma è l'effetto che mi fanno tutti i bambini.Lloyd Simcoe: molto tronco e molto british, ma cos'altro aspettarsi da uno scienziato (anche nel libro non brilla esattamente per glistessi motivi)Campos: molto fico, poi vedere Pipino che fa  il duro c'ha il suo perché.Aaron e Tracy: che palle!Dottore, tipa e Keiko: i primi due da dimenticare, Keiko un bellissimo personaggio.Gabriel: interessante, ma poco sviluppato, doveva uscire prima.I cattivi: decisamente confusionari, ma rendono bene l'idea del complottone e dell'inafferrabilità.FBI: a me Wedeck, piace. Gli altri sono fuffa.Apriamo un altro post? 

    J

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