Fiorello, no grazie

Due lunedi fa ho visto quasi tutto lo spettacolo di Fiorello, che si chiama #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend, con tanto di cancelletto a scimmiottare un hashtag. Un hashtag che – bisogna dire – sarebbe lungo quasi quanto un tweet, ma tant’è… Evidentemente non c’è molto di altro da dire.

Ho riso? Sì, lo ammetto. Non a crepapelle, ma quello non lo faccio mai. Come già con VivaRadiodue, Fiorello e chi gli scrive i testi oggettivamente sono bravi e ci sanno fare, le battute ci sono e, appunto, si ride.

Ma – sarà che sono un intellettuale di merda – non mi è piaciuto per niente lo spettacolo. Stendiamo, considerato che siamo alle soglie del 2012, un velo pietoso sui lustrini, il teatrone, la passerella e i super-ospiti che credevamo di esserci messi definitivamente alle spalle con Fantastico 5 e Pippone Baudo… Ma non mi è piaciuto nemmeno il Fiorello tout-court, che, buon per lui, è il metro vero del successo (abbastanza inaudito) della trasmissione…

Fiore, come lo chiamano tutti (molti dei quali probabilmente chiamano anche amò il partner), ha delle belle battute, ma una scelta delle cose da dire, degli argomenti dei suoi monologhi da ultra-sessantenne… Non solo vecchio, ma anche tanto tanto qualunquista. Mi sembra quasi un Bagaglino dal volto umano: sicuramente più presentabile, sicuramente più dignitoso senza contorni di subrettine mezze nude, ma ugualmente orientato al vuoto mentale del telespettatore. A caldo, ho commentato con Letz che era lì che, se mia zia ottantenne (e pure un po’ di destra) fosse simpatica e brava come Fiorello a stare su un palcoscenico, probabilmente la scelta degli argomenti e dei toni del nostro pranzo di Natale sarebbe più o meno la stessa. Se tutto l’astio, il qualunquismo e gli effetti della cattiva informazione che, stando solo un poco attenti, si sentono per strada o sull’autobus volgessero improvvisamente al comico, l’effetto sarebbe più o meno lo stesso.

E quindi? Massimo rispetto per il professionista e per il fatto che nel tritacarne degli ultimi 15 anni è riuscito a rimanere saldamente iscritto al Partito della Pagnotta senza sputtanarsi, ma ho l’impressione che i suoi ten millions non ricomprendano se non in minima parte i five millions di Beppe Severgnini.

Quindi, no, non mi lego nemmeno a questa schiera.

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1 pensiero su “Fiorello, no grazie

  1. carolinaNo Gravatar

    Assolutamente d’accordo. Io ne ho visti venti minuti ieri sera. Lui è effettivamente bravo, per carità. Ma lo show l’ha scritto il nonno di Pippo Baudo. Tempi troppo lunghi e tutto eccessivamente spiegato. Tra l’altro con ospiti come Tony Bennett, Biagio Antonacci ed Elisa non ci vuole così tanto a raccattare pubblico. E comunque stiamo parlando di uno show che alla Rai (quindi a noi) costa 12 milioni di euro. Se a questi ci aggiungiamo i 5 milioni degli sponsor, abbiamo un costo di 4,24 milioni di euro a puntata. Che è un po’ tantino.

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