Facebook e il lupo solitario

Innanzitutto, buon anno a tutti. E fin qui è facile…
Vi avverto subito che sto per avventurarmi in un terreno minato.

Parlare (male) di Facebook e, soprattutto, dei suoi infiniti frequentatori mi mette un po’ d’ansia.

Ebbene. Innanzitutto una precisazione doverosa: per chi mi conosce, quello che ha il santino al posto della foto non sono io. Quindi, se qualcuno ha mandato richieste di amicizia, le ritiri.

Ovviamente, io non sono lì sopra e non so nemmeno bene perché. Proverò ad azzardare qualche motivo al volo qui di seguito, ma sappiate fin d’ora che, al fondo delle cose, c’è una repulsione a pelle verso lo strumento.

Ho sempre vissuto la rete di conoscenze (si badi bene conoscenze, non amicizie) come un fastidioso orpello della condizione umana. Milioni di persone a cui fare gli auguri, di cui ricordarsi il compleanno, la condizione sentimentale-affettiva-familiare, matrimoni a cui essere partecipato (o peggio ancora invitato), battesimi, funerali e condoglianze, ecc.

Mi sembra una tale rottura di palle, che non capisco come il mondo possa orientarsi volontariamente in quella direzione. L’essere animale sociale non basta. Bisogna pure essere un po’ coglioni.
Anyway, questa è l’epoca che ci è toccata in sorte ed è probabilmente molto migliore di altre sotto altri punti di vista.

Ciò premesso, Facebook enfatizza, sistematizza, codifica e, infine, annacqua tutto questo circo di rapporti superficiali, arrivando anche al punto di chiamare “amicizia” questo deserto affettivo. Questa, come sa chi è davvero amico di qualcuno, è tutta un’altra cosa. Di qui il primo motivo del mio rifiuto. Ce ne sono comunque anche altri.

Sin da quando mi sono accostato ad Internet (nel lontano 1996, con Netscape 1.0), ho improntato la mia esistenza virtuale all’anonimato, magari non rigoroso, ma sicuramente attento e coscientemente coltivato.

Ovviamente, con l’andare del tempo, Internet per me è diventato sempre più uno strumento di lavoro sul quale non posso più essere anonimo, ma per la parte ludico-ricreativa-personale (questo blog, anobii, il social bookmarking, la presenza sui forum, ecc. solo per dirne alcuni) cerco di usare il mio vero nome il meno possibile. Ripeto non sono un maniaco e probabilmente se uno cerca, trova pure, ma cerco di volare basso.

Facebook ti obbliga a mettere il tuo vero nome (forse no, ma altrimenti perde davvero di senso e sarebbe inutile parlarne) per darlo in pasto ad una community autoconvocata di presunti amici dallo scopo sicuramente inutile e, come appena spiegato, anche (per me) dannoso.

Ricongiungersi con i compagni di classe… O Signore Santo! Non li ho mai sopportati all’epoca, loro non sopportavano me e non si sopportavano nemmeno fra di loro. Era una classe, a suo modo, perfettamente hobbesiana… E la cosa più bella era che a tutti stava bene così…

Non vedo perché dovrei iniziare a sopportarli adesso…
Tra l’altro, non per caso, come a volte purtroppo capita; ma andandomeli a cercare attivamente e diventando loro “amico”, cosa che non ho mai desiderato, nemmeno in periodi più bui di questo.

Compagni di classe a parte, comunque, mi risulta, guardando i profili di alcune persone di mia conoscenza, che questa bulimia di “amicizie” porti all’apparentamento telematico con persone che nella vita reale non toccherebbero nemmeno con un bastone… Ancora, no grazie.

Vogliamo poi parlare delle foto artefatte, degli sguardi da vamp assassine, delle pose da sirenetto, di persone che se incontri per strada non degni nemmeno di una seconda occhiata (ammesso e non concesso che ci sia una prima?)… Tristezza.

E poi, quello che vi potrà sembrare il motivo più strano. C’è troppa gente. Ma non su Facebook… Nel mondo.
Qualche volta sarà capitato a tutti di cercare su google conoscenze varie per saper che fine avevano fatto… Ebbene da sei mesi a questa parte queste persone, anzi questi nomi, sono regolarmente su Facebook e fin qui niente di strano: avranno anche tutti il cellulare, l’Ipod, gli occhiali da sole ed altri oggetti-abitudini-caratteristiche che li contraddistinguono, massificandoli. Il peggio viene dopo.
Tu segui il link ed entri nell’anticamera della vita di qualcuno che quasi sempre non è la persona che stavi cercando. Quindi fai click su “Non è il Nome Cognome che stavi cercando?” e ti si presentano pagine e pagine di omonimi, come a dire che, anche se hai un nome strano, lo condividi comunque con qualcuno. Io non ho un nome strano e del mio nome ce ne sono 2 o 3 pagine.

Beh, come diceva il divin-marchese, io so’ io e nella pagina dei miei omonimi non ho nessuna intenzione di starci.

Poi se quel coglione levasse il santino e ci mettesse la sua faccia di merda (sicuramente) sarebbe un’ottima cosa per me, per tutti imiei omonimi e per la sua stessa autostima.

Infine, last but not least, su Facebook sarei ospite e avrei una strada obbligata (pubblica le foto, di’ quello che stai facendo, tagga tizio e caio, unisciti a gruppi improbabili, ecc.), preferisco perciò affidare ala mia cyber-presenza a questo blog, in cui come già detto a qualcuno, sono padrone di casa, dico e faccio quello che mi pare e soprattutto parlo a quel po’ di mondo che ha la voglia e la pazienza di leggermi.

Amici (veri) e perfetti sconosciuti.

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9 pensieri su “Facebook e il lupo solitario

  1. marcopomelius

    La rete è anche questo, ti dà la possibilità di mantenere l’anonimato, sfuggendo così alla sovaesposizione che è l’essenza stessa di facebook.
    Sono d’accordo nel volare basso, nel non cercare altre conscenze, ma ci tocca in sorte anche questo.
    Meno male che viviamo in Italia…Leggi cosa diceva Baumann in Homo consumens a proposito del social networking e della situazione in Corea: c’è da rabbrividire.
    Per chi appartiene ad una generazione fa, come qualcuno di cui poco ti importa, ha detto, si preferisce avere un pappagallo come foto e rimanere un nell’ombra e se è il caso volare via velocemente.
    Un saluto se mi è permesso.

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  2. jestercap72

    Il saluto ti è permesso e sei sicuramente il benvenuto.
    L’anonimato comunque per me è un modo di porsi, non un fine. Mi permette di essere letto per quello che dico e non per quello che sono.
    Auguri di buon anno.

    PS: perché non mi interessa quel qualcuno?

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  3. utente anonimo

    lungi da me voler fare l’apologia di facebook ma mi piacerebbe far(ti) conoscere il parere di chi su fb ci sta e non si riconosce tanto in quello che scrivi tu…
    vada per la repulsione a pelle… ci sta!
    il termine amicizia è sicuramente improprio, sì l’amicizia è BEN altro ma facebook non OBBLIGA ma ti consente – così come tanti altri mezzi – se vuoi di riallacciare o mantenere rapporti con persone che non vedi da tanto, che vedi raramente o che vedi tutti i giorni. dico ti consente perchè è un mezzo che si deve saper usare: scegli di chi essere amico, scegli di pubblicare qualcosa, scegli di rimuovere qualcuno che hai inavvertitamente inserito tra i tuoi “amici” e che ti ha stufato, scegli di far vedere le tue foto a chi vuoi tu.
    a me ogni tanto capita di avere la curiosità di sapere “chissà che fine ha fatto tizio…” e se posso arrivarci tramite facebook (senza mille giri di ricerche su google!), sempre che tizio voglia farmi sapere che fine ha fatto,… beh ben venga! 🙂
    io so il tuo vero nome e cognome (il mio!) 😉 e anche su google di tuoi omonimi ce ne sono taaaaaaaanti…
    insomma su fb ci sono arrivata per caso più di due anni fa, in tempi non sospetti quando effettivamente era ancora un posto carino… ora lo ammetto mi ha un po’ rotto sapere che questo sta leggendo, quell’altro c’ha sonno… ma non lo demonizzo come fai tu e come fanno tanti altri… come tutte le cose bisogna solo saperlo usare… e non avere scheletri nell’armadio! 😉
    ps: è chiaro che uno mica ci mette la foto in cui è un cesso galattico!!!

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  4. jestercap72

    Guarda, cara s., che io non demonizzo, semplicemente non mi interessa e dico perché. Il linguaggio è colorito perché io sono così, ma su queste cose più che mai: vivi e lascia vivere.

    Se però bisogna gestire il tutto (tu sì, tu no, tu fai questo, tu non lo fai) con rinnovata attenzione a causa della iperdiffusione e -diciamolo- della troppa e, di conseguenza, cattiva frequentazione del luogo virtuale, diventa un’attività che richiede troppa attenzione per i miei gusti.

    Bro

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  5. utente anonimo

    Concordo sul commento negativo su Facebook: se non vedi e non senti da anni determinate persone un motivo evidentemente c’è: o tu o loro non vi sopportavate e quindi perche fingere amicizia su internet? solo per avere una folta lista di amici virtuali? squalliduccio…
    E non approvo neppure il modo di usarlo di un gruppo di amici: organizzanoli la serate o il week end, trovo inutile mettere tutto in piazza…
    Internet da molte possibilità per comunicare, essere informati ed informare, fb mi pare solo un un modo di esibirsi a buon mercato (ossia senza fatica, senza dire davvero nulla) pare a fare lo struscio il sabato pomeriggio nella via del paese. Ovviamente sono orgogliosa di non essere su FB!!
    La Fida

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  6. utente anonimo

    ciao fida!
    mo’ famo come i tassinari… 🙂
    “se non vedi e non senti da anni determinate persone un motivo evidentemente c’è”… beati voi che siete così precisi… io ho perso di vista tantissime persone per motivi meramente “logistici”, di vita… non ho SCELTO di perderli di vista!
    ribadisco l’utilizzo ragionato del mezzo… magari se vi iscrivete riuscite a parlarne con maggiore cognizione di causa piuttosto che x partito preso… esistono tante possibilità di visibilizzazione di ciò che fai/organizzi (nessuno, solo alcuni, tutti gli “amici”, il mondo…)!
    insomma poraccio fb. non è lo strumento che come tu dici “fa dire davvero nulla”, se uno non ha nulla da dire non lo dice su fb e da nessuna altra parte!
    anche lo struscio ha il suo fascino! 🙂
    s.

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  7. utente anonimo

    Molto interessante questa discussione, come tutte le altre, del resto. Ma, si sa, ci sono argomenti che hanno più grip, e questo ne è un chiaro esempio. Io Faceook lo uso da qualche mese e, sinceramente, lo trovo divertente se utilizzato con un certo criterio. Il buon senso, mai come in questi casi, deve farla da padrone.
    E’ una perfetta raffigurazione del mondo in scala, nemmeno tanto ridotta dati i milioni di utenti, che ti permette, se vuoi, di chattare con, taggare, pokare e bla bla, le persone che ti circondano. Attenzione, quelle che VUOI che ti circondino. In una realtà del genere l’ “oddio che palle, questo mi ha chiesto l’amicizia e se non lo accetto pare brutto perché ho accettato tutti i suoi amici” non dovrebbe esistere. Lo dico con cognizione di causa, dato che ho fatto questo ragionamento più volte, facendomi mille problemi. Fino al momento in cui mi è scattata una molla e ho detto “sti…..”!
    Anzi, in questo forse Facebook è più avanti del mondo, che ancora si pone tanti problemi del genere.
    Tornando a bomba, Facebook, oltre ad avere sicuramente alcuni dei lati negativi elencati nei precedenti post, ha anche un merito. Quello di farci aprire gli occhi un filino di più, riguardo alle persone che ci stanno intorno. Esempio pratico: tra i miei cosiddetti “amici”, ce n’è uno. Ragazzo normale, pensavo, fino a quando l’altro giorno non vado a leggere che è diventato fan della Gelmini!!!!! No, dico… siamo impazziti! La gente che vive con me, con cui ho a che fare ogni giorno, la detesta, tutti ne parlano male, non ho mai sentito un commento vagamente positivo nei suoi confronti. E invece ti vedo questo qua che con una faccetta pulita come quella di un bimbo muove con sicurezza il mouse su “diventa fan”. Naturalmente la sua espressione e i gesti che ha ritenuto giusto fare in quel frangente li ho solo immaginati. Esattamente così. E poi ho pensato “Eccone un altro, ora lo so. E un po’ è anche merito di Facebook”.

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