Eravamo io, Fidel, Osama…

Makkox su Il Post

Ho la fortuna di andare al lavoro piuttosto sul tardi, la mattina ed ho tempo di vedermi (o, meglio, di tenere la televisione accesa su) Omnibus di La7 e, per una parte, Agorà su RaiTre.

A quest’ultimo, stamattina c’era Gianni Minà e si parlava dell’uccisione di Bin Laden. Ho di Minà una stima sconfinata, mi piace come pensa, quello che fa, quello che sa e quello che prova a dire le poche volte che lo si vede in video ormai. E’ stato un grande e probabilmente lo è ancora. Lo penso pur non avendo particolare simpatia verso il latino americanismo anni sessanta di cui è vessillifero. E’ un problema generazionale, sicuramente. Immagino che per mio padre, per citare qualcuno, la cosa possa essere un po’ diversa.

Oggi, comunque, alla domanda di Vianello (tra parentesi, mi piace Vianello) “Ma secondo te gli USA ce la stanno raccontando tutta sull’uccisione di Bin Laden?“, il Minà ha detto solo “No“. E poi si  lanciato in una tirata vetero-compagnera su un terrorista anti-castrista (Carriles, Casilles, una cosa del genere) che vive nel lusso Miami (lui diceva MaiAmi, magari ha anche ragione), dopo aver messo bombe su aerei, ucciso turisti a Cuba, tra cui anche un italiano. La sua tesi, sepolta da una pedante sassaiola di fatti, date e body count, era ed è che gli USA non hanno alcun diritto di fare la guerra al Terrorismo, perché loro per primi sono uno stato terrorista.

Io penso che sia vero che gli USA, insieme a tante altre cose cose, siano anche questo. E che è una cosa sacrosanta che qualcuno lo dica in televisione e lo ricordi. Ricordo anche che queste cose si studiavano a scuola perché direttamente collegate all’attualità di allora (oltre che, va detto, al vissuto politico di genitori e professori). Ora sonotuttiamericani e non se ne parla più. Quindi, tornando a Minà, diceva cose interessanti, difficili da sentire in tv e ideologicamente gradite alle mie orecchie. Eppure, ho ascoltato 40 secondi (gli ultimi 20 solo per stima verso Minà) e ho cambiato canale.

Ho resistito un po’, ma poi non ce l’ho fatta più. Mi è dispiaciuto davvero, ma ho dovuto rilevare la totale non compatibilità (almeno per me) dei tempi della comunicazione di Gianni con quelli della televisione attuale, che pure non amo. E non ho potuto fare a meno di pensare all’occasione persa dalla casalinga di Voghera e dal pastore lucano che venivano esposti per la prima volta a verità così contro culturali. Purtroppo avranno cambiato canale prima di me.

Già che ci siamo, vi do i miei due centesimi (di Euro) sull’uccisione di OBL. Il primo centesimo è che mi ha dato molto fastidio l’esultanza sguaiata e scomposta per la morte di qualcuno. Real politik a parte, è una cosa da selvaggi e, visto che abbiamo passato 10 anni a costruire cultura (se non proprio a dire) che “noi” eravamo migliori di “loro”, abbiamo perso un’occasione per dimostrarlo. Ma sarà che nel mio retaggio non c’è il Far-West, la Frontiera e gli indiani Sioux (quelli buoni solo da morti)…

Il secondo centesimo è che mi ha dato molto fastidio anche il fatto che gli Americani, come al solito, se la sono cantata, suonata e ballata da soli. Come se il coinvolgimento e l’opinione di popoli ugualmente colpiti dallo stesso terrorista (pensiamo a Londra e a Madrid), non fosse rilevante per decidere i modi dell’intervento.

C’è anche un terzo centesimo (che vi lascio come mancia). Una volta entrati (o mai usciti) nella forma mentis del Far-West, hanno fatto bene ad ammazzarlo e buttarlo in mare ancora caldo (con regolare funerale islamico, mi raccomando). Era la cosa più semplice da fare e i grandi campioni – la storia dello sport insegna – diventano tali facendo sempre la cosa più semplice.

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1 pensiero su “Eravamo io, Fidel, Osama…

  1. Jedan58No Gravatar

    Non sei l’unico ad avere una stima sconfinata in Minà. Ma veniamo ai fatti.

    Se prendiamo per buona, e lo è, la definizione di atto terroristico stilata nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo che, riassumo, per terrorismo si intende qualsiasi azione violenta ed indiscriminata indirizzata a colpire civili inermi e che lo stesso codice USA definisce il terrorismo come‘uso illecito della forza e della violenza contro persone o beni, al fine di intimidire od influenzare i governi o la popolazione civile allora non ci piove: gli Stati Uniti sono stati i primi e tuttora imbattuti, più grandi terroristi del mondo: Hiroshima e Nagasaki.

    Se poi vorrete approfondire il concetto vi basti questo:
    http://andreasinicatti.wordpress.com/2008/07/06/no-al-terrorismo-ma-quale-piergiorgio-odifreddi/

    Aggiungo un mio quarto centesimo ai tuoi. Sorrido amaro di fronte all’accanimento mediatico e giornalistico nel voler sapere a tutti i costi come siano andati davvero gli eventi relativi al blitz che ha portato all’uccisione di Bin Laden fino a pretendere immagini e magari le registrazioni complete delle action cam montate sugli elmetti di ciascun Navy Seal. Se davvero passassero informazioni che razza di azione segreta sarebbe stata?

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