Endeka

Un bel po’ di anni fa (2004?) in un rigurgito di giovanilismo militante ero finito a un concerto del Frankishe Guccini al PalaEur, che già allora si chiamava già PalaQualcosaltro. A parte la mai abbastanza vituperata pessima acustica del luogo, del concerto non ricordo quasi nulla, né canzoni, né atmosfera, né nemmeno con chi ci ero andato.

Ricordo solo una cosa, forse perché tocca qualche corda umanistica di quelle dure a morire. A un certo punto, il maestrone di Pavana attaccò un pistolotto sui famosi manifesti della campagna elettorale di Berlusconi.

Meno tasse per tutti,

rilevava, era un bel settenario e per questo secondo lui suonava bene e faceva presa. Ma ancora migliore era

Un milione di posti di lavoro,

che era un endecasillabo perfetto, riempiva la bocca e le orecchie del target, acquisendo subliminalmente un surplus di credibilità.

L’altra mattina stavo lavando le tazze della mia colazione bizzarra con Omnibus in sottofondo e a un certo punto ho pensato: “Ehi, ma sono venti minuti che dicono tutti la stessa cosa, con le stesse parole!” Sapendo cosa cercare, mi sono messo a contare e ho scoperto il motivo di tanta, stucchevole viralità: effettivamente la frase

Tutti rubano nella stessa maniera

era un signor endecasillabo anch’essa (e infatti, è pure un verso di una certa canzone).

The times they are a-changing, diceva quell’altro…

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