Elogio della ruspa

Ieri sera, con un occhio sì e un occhio no, ho visto un po’ della nuova trasmissione de La7 che si chiama “Gli intoccabili”. Non sono stato abbastanza attento da farmi un’idea sulla trasmissione nel suo complesso, ma c’era un servizio in cui facevano vedere i beni sequestrati ai condannati per ‘ndrangheta nei paesini della Calabria.

Se uno mi chiedesse: “Come ti immagini i beni sequestrati alla più potente (pare) organizzazione criminale d’Italia e forse del mondo?” Boh, non lo so, però non così…

Insomma, mi aspetterei roba molto kitsch, ma clamorosamente costosa, insomma roba alla Scarface o alla Sandokan… E invece no, il servizio andava avanti per diversi minuti ed era tutto un tripudio di palazzi non finiti, di infissi anodizzati, di orrori a tre-quattro piani con intere pareti senza finestre… Case abitate al primo piano, vuote al secondo, da finire al terzo e con i tondini a vista al quarto, perché non si sa mai. Ovviamente, il piano abitabile era ancora abitato, quindi lo stato aveva sequestrato solo le parti non finite… Roba, comunque, che andrebbe rasa al suolo a prescindere, altro che sequestrare e perderci soldi pubblici sopra.

Un panorama urbano (e un gusto del brutto) che, se non avessero specificato che erano state sequestrate ai mafiosi, uno si sarebbe detto: “Bah, il solito sud (*) selvaggio e abusivo, ma che vuoi fare? Sono povera gente…” E invece no, cazzo. Questa è gente che sposta miliardi e militarizza una regione… Mi fanno ancora più schifo.


(*) Per par condicio, segnalo che quando andai a fare un colloquio di lavoro in quel di Saronno (MI), prima di arrivare alla fabbrica, mi persi in un dedalo di stradine, con palazzi non finiti e infissi anodizzati tali e quali a quelli visti in giro per il sud… E quando feci il colloquio, perché ero giovane e stronzo, dissi loro che non potevo lasciare Ivrea e le sue montagne per quel posto orrendo. Ovviamente, non si fecero più sentire.

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1 pensiero su “Elogio della ruspa

  1. Jedan58No Gravatar

    Il fenomeno edilizio (edilizio?) a cui ti riferisci è in realtà un’era geologica a priori. Si chiama, a seconda della regione, “calabro/campano/siculo non finito” a cui aggiungerei anche il brianzolo, visto quanto mi dici.

    Servirà ai geologi del futuro ad individuare l’epoca così come oggi usiamo i fossili :-).

    Il mio barbiere, napoletano “emigrato”, appartenente a ciò che definiamo “Comitato Nuova Pompei” su cui ho ampiamente scritto, dice che è voluto.

    Gli esterni devono denotare povertà assoluta, fallimenti in corso d’opera, precarietà, disagio…ma gli interni di quelle case sono quanto di più lussuoso si possa immaginare, camorristi o meno 🙂

    E così come nell’esempio preso dal sottoscritto a due passi dall’aeroporto di Capodichino abbiamo antifurti satellitari, antenne parabobile a iosa, infissi di pregio ma…foratino a vista anche se più spesso impera il blocchetto di tufo, notoriamente meno refrattario all’acqua.

    Un esempio: http://db.tt/Rd7C7MDw

    Pensa che proprio quanche giorno fa avrei voluto esordire con un nuovo post sul nuovo blog che trattava proprio di questo ma dovendo illustrare anche lo stato di una delle sedi del comune partenopeo ho preferito evitare di rischiare qualche esposto come minimo 🙂

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