Il cerino acceso

Lo Stato può dare una sola ad alcuni dei suoi cittadini?

Dove per sola si intende qualcosa di più di un provvedimento impopolare o qualcosa che non ci sta bene. Una tassa sulla benzina in più, ad esempio, non ci fa certo piacere, ma non è una sola (anche se non tutti girano su Banshee 🙁 ) per almeno due motivi: perché colpisce quasi tutti (e comunque persone che già considerano la benzina una voce del proprio bilancio familiare) e perché non sta scritto da nessuna parte che non si possa aumentare la benzina.

Esistono situazioni in cui, invece, si può configurare la sola, non solo a danno di una ben determinata categoria di persone (e solo di quella), ma anche soprattutto che si tratta di persone che fino al giorno prima erano nel giusto, nel senso che godevano di un certo status in virtù di leggi vigenti.

Un caso emblematico è quello degli esodati (*). Questi qua prima che arrivasse la riforma delle pensioni se ne stavano tranquilli sul loro scivolo – per quanto discutibile e abusato – e da un giorno all’altro, sic rebus stantibus, si trovano a dover stare per un certo numero di anni (anni!) senza lavoro perché già fuori dalle aziende e senza pensione perché sono diventati troppo giovani per goderne con le nuove regole.

Tralasciando gli effetti sul consenso elettorale (di cui  il Governo attuale se ne frega per mandato), lo Stato DEVE farsi carico di sanare questo conundrum normativo, creato attraverso incarnazioni diverse dello stesso potere statale, oppure può fregarsene bellamente e dire cose tipo “Ce lo chiede l’Europa, qualcuno può rimanere con il cerino in mano, guardate cosa succede in Grecia…

C’è ovviamente (e per fortuna) la terza via, quella del “Prima di preoccuparvi, vediamo un po’ cosa si riesce a fare“, ma i due corni veri del problema sono quei due (DEVE FARE QUALCOSA o PUO’ FREGARSENE?).

Ora, non so se è legato all’abitudine al welfare che ci coccola (per dire, eh?) da quando siamo nati, ma davvero non è detto che proprio si debba. In fondo, le leggi si cambiano, gli orientamenti mutano e si adattano a contesti parimenti mutevoli, lo Stato è rappresentato nel tempo da figure diverse, ma è sempre emanazione dello stesso potere. Quindi, forse, potrebbe legittimamente lasciare a mollo una parte dei suoi cittadini, almeno finché il resto di essi gli continua ad accordare la fiducia e il consenso che fondano democraticamente il suo operato.

Io sono sicuro che per diversi motivi, non ultimo il giusto clamore da parte degli interessati, questa situazione si risolverà in qualche modo. Ma la domanda se questo DEBBA accadere o semplicemente SIA PREFERIBILE che accada, mi sembra un dilemma interessante a cui non mi sono ancora riuscito a dare una risposta.

PS: una situazione simile – la cui unica differenza dalla precedente è il suscitare molta meno simpatia – riguarda la ventilata sola da rifilare a quelli che hanno fatto rientrare i capitali approfittando dello scudo fiscale. Può lo Stato (sempre lui) andare a bussare ulteriormente a soldi da questi qua, per quanto paraculi e probabilmente pure zozzi? Costoro hanno rispettato una legge, per quanto discutibile: si può d’arbitrio dir loro “ci siamo sbagliati, era una legge del cazzo, dateci un altro cinque percento, che adesso, tra l’altro, sappiamo pure dove abitate“?

PPS: poi ci sarebbero le questioni “educative” che il risolvere la faccenda degli esodati “a tarallucci e vino” o il sancire che il 5% di scudo fiscale basta e avanza comporterebbero, ma vabbè…

(*) Qui si suole aggiungere l’inciso che si tratta di una parola bruttissima, un orrendo neologismo sindacal-burocratese, ma a me non fa né caldo, né freddo…

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