Portonismi, cartellismi e cappottismi

Nella community autoconvocata e coloratissima che è il mio condominio e di cui talvolta abbiamo parlato anche qui, dopo anni di tentennamenti si è deciso di rifare gli spazi comuni interni. Ristrutturazione scale, messa a norma dell’impianto elettrico, ringhiere varie, citofoni, portoni e, last but not least, cassette postali “certificate”.

Non so se ci sono delle lamentele sui lavori delle scale, ma sui portoni e sulle cassette postali – che, diciamolo, insieme ai citofoni ancora da installare, sono le cose su cui la gente è più in grado di sentenziare – si è scatenato il putiferio. Va detto che i portoni nuovi sono effettivamente un po’ funerari (Pare er Campo Verano) e non particolarmente rifiniti (Peccato che più brutti de così nun l’hanno trovati). Ovviamente sono stati scelti dai condòmini in una riunione in cui come sempre si è badato più al prezzo che alla sostanza… Eppure, io avevo avuto la sensazione (perché stranamente c’ero) che alla fine piacessero e soprattutto si fosse risparmiato sensibilmente. Ora qualcuno nega che i portoni installati fossero quelli effettivamente scelti, ma direi che lo fa più per darsi un tono e chiamarsi fuori che per reale convinzione.

Le cassette postali, praticamente, idem (Parono fornetti). Però sono “certificate” (seee… come fornetti) e, se devo fare una critica, – a un oggetto che per me ha solo una funzionalità e non merita il mio giudizio estetico – direi che sono un po’ troppo grandi per la parete su cui sono state messe… Ma sara un inevitabile side-effect dell’agognata certificazione.

Ma torniamo ai portoni che sono la pietra dello scandalo di questa saga condominiale. Questa qui sotto è la mappa schematica dei portoni e del loro relativo posizionamento rispetto alle due palazzine.

L’ho fatta io coi Trattopen e la cartaqquadretti. E’ bellissima.

Quindi, chi abita alla palazzina A, usa solo il portone principale (in tutto uguale agli altri due). Chi abita nella palazzina B (tipo io) li attraversa tutti e tre.

I portoni che c’erano prima erano lasciati aperti e il dispositivo di chiusura automatica (che si chiama “pompa”, ho scoperto) si era auto-tarato nei secoli acché i portoni 2 e 3 rimanessero solo accostati, ma non chiusi, tanto che alla fine era praticamente diventato impossibile chiuderli del tutto, anche a forza. Il portone 1 invece avrebbe dovuto essere sempre chiuso per proteggere il nostro fortino dai pericoli esterni e dalle insidie della mancata integrazione culturale. Non lo era praticamente mai e anche questo ha portato alla necessità della sostituzione.

I nuovi portoni, anche se attualmente sprovvisti di pompe, invece si riescono a chiudere, ma, oltre alle già citate pompe, sono sprovvisti anche di sistemi di apertura elettrici, cioè si aprono solo in un verso con la maniglia e in un altro con la chiave. Inoltre, va detto che è prevista l’installazione di un secondo quadro di citofoni davanti al portone 3, ma che per ora non c’è nulla, visto che quel portone non ha mai avuto l’apertura elettrica.

Cosa comporti questa situazione, non ci vuole Eulero per immaginarselo. Chi rimane intrappolato nella zona fra le due palazzine (zona in blu) senza chiavi (perché ospite in entrata o in uscita, o semplice condòmina attempata, sprovveduta e nostalgica dei tempi dell’open-door policy), tendenzialmente o c’ha un cellulare appresso o si attacca al cazzo e resta là fino a che non passa qualcuno. Va detto che, anche a gente meno sprovveduta della condòmina attempata, tipo me, rode significativamente il chiccherone a trovare in uscita il portone 2 chiuso e dover tirare fuori le chiavi per uscire di casa propria.

Ora. A una persona moderatamente dotata di buon senso e di amore per le cose facili, dovrebbe sorgere spontanea la seguente domanda: “Se non c’è ancora l’impianto per aprirli, perché non lasciate aperti i portoni 2 e 3, come tra l’altro sono stati fin dall notte dei tempi?“. Qui, come spesso accade nelle vicende condominiali, entrano in gioco l’irrazionale e il particulare.

Irrazionale: ce stanno i portoni novi… Che nun li voi usa’?

Il particulare è un po’ più complesso ed ha due facce.

La prima faccia riguarda l’atteggiamento degli abitanti della Palazzina A rispetto al portone 2: ‘amo pagato sti portoni, usamoli. E lo chiudono; incuranti del fatto che loro per il portone 2 non ci devono passare mai e che quindi non hanno probabilmente valutato, nelle loro testoline, che il fatto che sia aperto o chiuso potrebbe fare la differenza per qualcuno…

La seconda faccia del particulare ha anche due iniziali (SS, quello del pianterreno, in alto a destra nella mappa) e riguarda il portone 3. Segue un dialogo fra il vostro affezionatissimo e SS in una fredda serata fra natale e Capodanno.

SS: Aaah… Sei te che lasci aperto sto cazzo de portone!

J: Beh, ccerto che so’ io. O sai perché? Perché mo so’ dovuto scenne a pia’ st’amica mia che era rimasta immezzo alle palazzine. Senza citofono m’ha dovuto telefona’ e io buciodeculo a scenne e sali’..

SS: Beh, si ll’amministratore nun gl’ha dato ‘e chiavi, io me devo morì de freddo? Ahò… Io so’ cardiopatico, ve denuncio a tutti,… No a te Arbè, ar condominio, però so’ sempre nsacco de sordi… Poi state freschi.

J: Primo, lei è ospite, nun abita qua e quindi me sa che l’amministratore a lei ‘e chiavi ancora nun gliel’ha date. Poi, freddo de che?

SS: Freddo, sissignore, io c’ho meno 4 gradi [credo intendesse: 4 gradi in meno di quanti dovrei averne] dentro casa pe’ sto cazzo de portone che lasceno aperto, te pare ‘na cosa normale?

Alla fine si è raggiunto un gentlemen agreement e lui si impegnato a non chiuderlo e io a non lasciarlo spalancato (*). E vedete anche qui quale sarebbe l’effetto benefico di una pompa…

Accanto a questi problemi di gestione dei portoni, ci sono (stati) pure una serie di altri problemi più tecnici. Innanzitutto, l’installazione dei portoni nuovi sotto le feste, che ha comportato la non installazione tempestiva dei servizi (pompe, aperture elettriche e citofoni) e, soprattutto, l’inseguimento dell’Amministratore per farsi consegnare le nuove chiavi (pare anche che ad alcuni le abbia date sbagliate). Io personalmente, il primo giorno di nuovi portoni sono tornato alle due di notte e ho dovuto citofonare alla mia amica F per farmi aprire (**). E per fortuna che gli altri due portoni erano aperti perché lei abita alla palazzina A…

Dulcis in fundo, i portoni sono montati o regolati male e, anche ad averci le chiavi, si aprono con difficoltà, il portone 1, in particolare. Ergo, prima è apparso questo cartello (notate il corsivo) in risposta al cartello dell’Amministratore che invitava ad accertarsi di aver chiuso il portone 1, in quanto ancora sprovvisto di pompa.

Vergogna! Sveglia! Svegli tu! Espedienti… Da lacrime agli occhi.

E sul cartello stesso si è sviluppato un dialogo alla Facebook, in cui Mr. Stampatello ha risposto a Mrs. Corsivo e qualcun’altro Mrs. Corsivo-Stampatello ha poi ri-risposto.

Poi, però, visto che la lotta è senza quartiere, Mrs. Corsivo ha reagito e ne ha scritto un altro, sempre in corsivo con un font ancora più grosso e lo ha appiccicato con profusione di scotch sul muro appena ri-fatto.

Quo usque tandem…

Se non si sbrigano a mettere i citofoni, secondo me, qua finisce a botte.

Bonus. Non c’entra niente, è un altro palazzo, ma questo cartello, fotografato sempre ieri sera, è b-e-l-l-i-s-s-i-m-o.

Terrà più allo zainetto o ai cino-cappotti?

 

 


(**) E’ da notare che, considerata l’ora, è stata molto rapida a rispondere ed aveva una voce particolarmente squillante…

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3 pensieri su “Portonismi, cartellismi e cappottismi

  1. MarmarNo Gravatar

    Mumble…da tecnico: e la sicurezza? Se ad un “non dotato” di chiavi si rendesse “utile” scappare per un motivo X?

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    1. jestercap72No Gravatar Autore articolo

      È una cosa temporanea. Il problema è che sta durando troppo e gli opposti estremismi fanno il resto.

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  2. Pingback: Il cappello del giullare » Blog Archive » Ancora sui portoni del manicomio – Il cappello del giullare

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