Burp

Sarebbe facile scrivere che non ho raccontato perché sto ancora digerendo, ma in realtà ho solo avuto da fare.

Il sabato (scorso), oltre che di cultura, è stato anche decisamente calorico. Siamo tornati al "Boccone del Prete", a Porano, e il posto nonon si smentisce mai. DI seguito, un rapido elenco. Spero sia completo perché ogni volta che in questi giorni lo ho raccontato, mi sono sistematicamente dimenticato qualcosa. Procediamo.

  1. Prosciuto di scrofa (del Peletti, come sapete);
  2. Tagliere di salumi (tre tipi di salame e tre tipi di formaggi con 2 confetture fatte in casa);
  3. Gamberi di fiume (del Nera, da approfondire in loco);
  4. Lingua al verde (se uno non pensa che sta baciando in bocca una mucca morta con l’alito di prezzemolo e aglio…);
  5. Lonzino sott’olio (riempitivo);
  6. Alici sott’olio (riempitive);
  7. Crostini con salse e funghi (porcini) trifolati (un classico);
  8. Lattarini fritti (del Lago di Bolsena, non previsti);
  9. Funghi porcini pastellati e fritti (dell’Amiata, non previsti, ma "c’erano…");
  10. Uova di carpa ("ieri sera abbiamo fatto una carpa porchettata (!?) da 7,5 kg e ce le abbiamo trovate dentro… Che le voi butta’?");
  11. Uova sode (da mangiare – "la morte loro" – con le uova di carpa o di talpa com qualcuno aveva inizialmente capito…);
  12. Baffo all’aceto (il motivo primo del viaggio, ma anche questo lo sapete)
  13. Un gran bel primo (3 etti buoni) per ciascuno: il Doc ha preso una zuppa di farro, Sal degli umbrichelli al lepre (rigorosamente maschile), One dell tagliatelle ai funghi porcini e io una clamorosa amatriciana;
  14. Dolce (zuppa inglese, servita con il cucchiaio e non con il cucchiaino)
  15. Caffè

Fermo restando che io il posto per due cappelle (di fungo) fritte ce l’avevo, non abbiamo osato andare oltre.

Ma il bello è vebnuto alla fine. Viene il tipo e ci fa: "Lo volete un po’ di centerbe che facciamonoi con l’alambicco abusivo, doppia distillazione, una bastonata, quasi orribile…" Ebbene colore bellissimo (ricordava lo shampoo Erbaviva della mia infanzia, quando ancora c’avevo un po’ di capelli da lavare), profumo balsamico, sapore… Beh, sapore orribile (senza quasi).

Arrivati al conto che vi risparmio per decenza (considerata anche la bottiglia di un buon Rosso di Montefalco), il tipo, sempre lui, ha tirato fuori un bottiglione alto come un bambino di 5 anni di sedicente grappa al peperoncino… Sapeva di mela e piccava un po’, ma dopo il centerbe orribile mi è sembrato lo sciroppo per la tosse.

Stanchi ma felici, abbiamo lasciato le e-mail per essere contattati per serate a tema (una solo funghi il prossimo Venerdi 17, ci vado con Bnb e ci attacchiamo pure un giro l’indomani).

Un’ultima nota: ricordate la Conventicola del Budelluzzo che ivi si riuniva per panarde clamorose socio-cultural-gastronomiche? Beh, non sappiamo se esiste ancora o se è confluita in una nuova associazione cultural-mangereccia, più volte tirata in ballo dal tipo, dal nome – evocativo – di Scro-food. Lo scopriremo… Il nome, intanto, è geniale.

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3 pensieri su “Burp

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