Buon Ferragosto!

Prima scena.
Il comprensorio dove ho casa al mare (Baia Verde). Un’oretta fa. Esterno giorno.

Lui, sessantenne un po’ laido: “L’avete chiusa bene la macchina? L’avete levato il libretto di circolazione?
Lei, quarantenne bionda un po’ sfatta: “Perché?
Lui: “Perché aprono le macchine se le rubano poi leggono dove abiti a Roma e ti svuotano casa…
Lei: “Ma chi? Gli immigrati? Siamo rovinati, siamo…
Lui: “Proprio… Se ce stava ancora “l’amico mio” cor cavolo che succedevano ste cose…

Seconda scena.
Il comprensorio dove ho casa al mare (Baia Verde). Una mezzoretta fa. Esterno giorno.
Nonno con nipote a bordo di una di quelle gippette elettriche con le ruote piene.  Un rumore assordante nel silenzio della mattina di Ferragosto, l’ululato di dolore del motorino elettrico decisamente troppo scarso e lo stridore del ruotone (piene!)  sull’asfaltaccio. Lo sopporto per due o tre minuti, in cui il bambino sembra girare in tondo, poi…

Nonno: “Metti la retromarcia che nonno ti impara (sic) a fare le manovre…
Io (a pochi metri, ma invisibile dietro la siepe): “Ma non sente che bel silenzio che c’è? È proprio necessario imparare a fare le manovre con sto coso davanti a casa mia?
Nonno: “Eee… Ma è un bambino …
Io: “A me lei mi pare un adulto… Anche maleducato.
E se ne sono andati,  probabilmente davanti a casa di qualcun’altro.

Terza scena.
Il comprensorio dove ho casa al mare (Baia Verde). Poco fa. Esterno giorno.

Bambina di 6-7 anni ad altra bambina in bicicletta: “Ma tu madre te manda ‘n giro da sola a Roma? Nun c’ha paura che te se rubbano i zingari?

Tutto questo senza nemmeno muovermi dalla sdraio… Quando si dice un osservatorio privilegiato…

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