Associazioni di idee

La faccenda di Brindisi, che, degnamente sostituito da tutto il resto del Paese, ammetto di aver seguito poco perché in altre faccende affaccendato, mi ha suscitato, una volta inquadrata la situazione, un paio di considerazioni. Sono assolutamente campate in aria, ma vorrei condividerle con voi, finché i tempi non sono ancora sospetti.

Il primo è che adesso anche noi abbiamo la nostra, piccola, povera, pulciara Oklahoma City. In Italia finora ci mancava l’attentato alla cazzo di cane, spettacolare, autarchico, sanguinoso, solo per far male alla gente, in cui la sproporzione fra la piccolezza del movente e la grandezza del male provocato è tale da attenere più all’igiene mentale che alla riflessione socio-politica. Il colpevole non è stato ancora trovato, ma, ammesso che lo sia mai (siamo in Italia, don’t forget), non credo che andremo tanto oltre il mitomane, il pensionato inacidito, l’incazzato con Equitalia, il maniaco depressivo o altre categorie da bestiario di provincia. E questo, se ci pensate, fa molto America’ facce Tarzan. Dopo un pomeriggio di un giorno da cani, ecco Oklahoma City, appunto.

Se già questa era solo una sensazione e niente più, la seconda è davvero buttata là. Poco tempo fa, si era un po’ parlato di Brindisi (posto marginale quant’altri mai) perché dopo anni di tira e molla una società inglese aveva rinunciato a fare il rigassificatore in polemica con l’amministrazione locale e chissà quanti altri enti pubblici. L’ambiente forse ne ha guadagnato, ma qualcuno, lì a Brindisi, con il cerino in mano deve esserci rimasto e magari potrebbe essere anche un po’, di molto incazzato. La scelta delle bombole di gas, da parte di quello col cerino in mano, potrebbe non essere casuale.

Vabbè, mo basta.

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