Antivigilie

Oggi pomeriggio mi sono fatto, dopo un dicembre infernale (chi segue il blog se ne sarà accorto), la mia prima passeggiata natalizia… Parlare di shopping sarebbe troppo.

Cappottino, sciarpa e sono uscito. Niente di che, sono rimasto vicino casa. Praticamente una vasca avanti e indietro di Via Ugo Ojetti, fino alle badlands di Casal Boccone, dove è recentemente atterrato un condominio con i balconi tondi come vanno di moda qui adesso.

Al piano strada del condominio del Terzo Tipo ci sono dei negozioni moderni in vetro e laterizio molto spaziosi, molto stylish, i soliti centri estetici, parrucchieri dai nomi bizzarri, bar avveniristici, pizzerie serial-napoletane. E poi, naturalmente, un Euronics e due supermercati, uno bio e uno no. Gente a piedi, almeno laggiù, davvero poca… Giusto una signora che tranquillizzava l’interlocutore “…checcevo’, famo ‘na carbonara, pio le ova, ‘a pancetta a casa ce sta…“. Optime.

Nella zona intermedia, quella in cui la strada è più stretta, struscio moderato, negozi decisamente poco natalizi, soliti bar avveniristici, ma decisamente più piccoli e più oppressi dai condomini sovrastanti. Conversazioni telefoniche tendenzialmente in lingue slave, che non vi riporto… E, visto che è Natale e fa freddo (dicunt), pista di pattinaggio, nemmeno tanto risicata bisogna dire. Eteree rampolle talentine, pattini d’argento ai piedi, che girano in tondo come falene ubriache, benedette da un Frank Sinatra per nulla scontato: “Let it snow, let it snow, let it snow…” A Talenti… Vabbè.

E finalmente il tratto lumière. Faccio una capatina in libreria e mi scordo sempre che tristezza che mi mettono le librerie a Natale, specie quelle “di quartiere”: gente che chiede libro di Vespa, che regala manuali di yoga casalingo e guide per fare 500 cocktail diversi… E poi Zafon, Camilleri, libri per bambini (quelli che costano 4 euro a pagina) e ancora Vespa. Ci saranno state cento persone di tutte le età, di tutti i censi, di tutte le estrazioni, ma avessi visto uno comprare o anche solo sfogliare un libro degno di essere toccato da me, anche con un bastone… E questi sono quelli che regalano… Pensate per un attimo a quelli che leggono (se li leggono, perché è noto che non si può leggere un libro di Vespa, ma solo regalarlo al nonno in extremis) e rabbrividite con me…

Poi ancora in salita, fra ormoni talentini appollaiati sulle spalliere delle panchine. Gente con bustoni enormi, ma più vuoti che pieni, un vegliardo che ci informa che lui ha “fatto il militare a Albenga e già allora non c’era una lira…“, chihuahua col cappottino (esistono anche senza?), signore in Barbour, Hogan da sbarco e capelli freschi di parrucco.

Raggiungo a stento la mia traversa, mi tolgo dal casino e penso che tutto questo formicolare è inutile… Per i regali c’è internet e l’atmosfera natalizia è finta da qualsiasi parte la si guardi… Almeno finché su Talenti non nevicherà ignorante e non metteranno questa alla pista di pattinaggio.

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