Americano a chi?

Nel lontanissimo 1991, a 19 anni,  feci una inter-rail di quelle in cui rimbalz(av)i da un punto dell’Europa come la pallina di un flipper.

Sulla strada per Capo Nord (il posto più inutile, oltre che il più settentrionale d’Europa), passai per la Finlandia, Helsinki, Tampere e Rovaniemi.

Fui colpito, io che non ero mai stato in America, dalla sfacciata “americanità” dei finlandesi, i giovani, soprattutto, . Li vedevo così sfacciatamente benestanti, così esageratamente occidentali… Ho ricordi confusi, anche perché ero sobrio solo per brevi periodi, però hanno a che fare con pettinature glamour, look alla Madonna, skateboard, bmx e abuso di bevande gassate.

Ripeto, non avevo molte esperienze, ma ricordo nitidamente che l’esperienza ridefinì il mio concetto di americanismo. In Italia, eravamo sì occidentali, ma  meno di quanto pensavo si potesse essere e, soprattutto, decisamente meno brutti da vedere. Lì per lì, attribuii la cosa alla vicinanza disturbante con l’Unione Sovetica, che in quel momento esatto, tra l’altro, stava tirando le cuoia.

Il tempo, che, come dicono i laziali, è galantuomo, oggi mi sta dando ragione.

Post simili a questo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.