Alcolismo onirico

Dovete sapere che ho un po’ la fissa per i coltelli multiuso. In particolare,fra quelli che possiedo, tre sono i miei preferiti.

Uno ha una forma parecchio aggressiva e pertanto è dedicato verticalmente a stare in ufficio per aprire rosette, tagliare mozzarelle, bucare confezioni e minacciare persone indisponenti.

Degli altri due, uno è un classico coltellino svizzero a lama lunga con una quindicina di accessori, acquistato millenni fa allo spaccio della fabbrica, durante un viaggio alla Thelma e Louise con il Doc, destinazione Stoccarda; l’altro è una pinza multiuso che avevo vista recensita su Wired e non avevo potuto fare a meno di acquistare. Mi piacciono entrambi e, non avendo trovato nessuno dei due la sua vocazione come quello che tengo in ufficio, ogni volta che parto per un viaggio si impone la scelta dolorosa di quale dei due lasciare a casa. Magari non è una cosa così angosciante, ma fino all’ultimo sulla lista scrivo coltello (generico) e poi decido all’ultimo.

Fra qualche giorno partirò (al tempo, ne parleremo) e quindi, ad un livello molto profondo, c’è il mio Es che sta pensando da giorni a quale portarsi dietro. L’Es, si sa, lavora molto di notte e stanotte si è messo al lavoro.

Alla fine, avevo deciso di portare la pinza; sollevato dalla decisione presa, lo avevo imbarcato (mai nel bagaglio a mano, eh?) ed ero partito. Ero lì che cazzeggiavo nell’aeroporto intermedio, quando improvvisamente mi assale un (meta)pensiero: “Oddio, che cazzata che ho fatto! Dovevo portare l’altro… Quella cazzo di pinza è americana e non ha il cavatappi!

Poco dopo mi sono svegliato, molto molto stranito, come certe volte ti lasciano i sogni. Il tempo di realizzare che tutta la faccenda, compreso il layout dell’aeroporto intermedio (dove non ho mai messo piede, ovviamente), l’avevo sognata e mi sono subito sentito meglio… “Evvai! Ho la ancora possibilità di evitare di portare quello senza cavatappi!“… Poi mi sono vestito e sono andato al lavoro subliminalmente soddisfatto di aver sciolto quest’impasse coltellinesca… Verso metà mattinata, ho però pensato anche – da sveglio, stavolta – che, andando nel posto dove vado, a fare quello che vado a fare, la possibilità che mi capiti di aprire una bottiglia di vino è alquanto remota, diciamo ai limiti della fantascienza…

Quindi, ho di nuovo sciolto l’impasse e porterò la pinza. Volevo dirvelo.

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2 pensieri su “Alcolismo onirico

  1. claudioNo Gravatar

    Ottima scelta, anche perchè la tua pinza fa molto “ultimo sopravvissuto più fico del bigonzo”.
    Per non soffrire di orribili ripensamenti quando sarai in viaggio, non escludendo del tutto la possibilità di imbatterti in eventi fantascientifici, ti linko una soluzione che avrai a portata di mano:
    http://www.youtube.com/watch?v=Cq7DBjCzSuE

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  2. jestercap72No Gravatar Autore articolo

    Enologicamente eterodosso…
    Speriamo che non ci sia la posa. Né le bollicine. E che la bottiglia regga. E pure l’albero.

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