Archivio mensile:Aprile 2011

Invidiatemi

Sabato sera, in quel di Colli al Volturno, dovremmo aver avvistato nientepopodimeno che Noemi Letizia (sicuri al 90%, perché non esistono ancora su internet molte foto post chirurgia estetica con cui confrontare cotanta epifania).

Le sue nuove rotondità labiali e pettorali, per quanto contribuissero ad un ensemble un po’ deforme, ben si adattavano all’indimenticabile e prestigioso setting dell’incontro: il Ristoro La Sosta, una specie di autogrill dedicato al culto del caciocavallo molisano, tanto buono quanto pittoresco, a sua volta, nelle forme rotonde. read more

Liberazioni e rimozioni

Dice giustamente Metilparaben che il fascismo, prima che in politica, si manifesta nei comportamenti spiccioli, nella socialità, nei rapporti umani. Ora, rimandando alla coda del post un ragionamento un po’ sofistico su quest’affermazione, vorrei soffermarmi sul disagio che provoca da 16 anni la festa del 25 Aprile nel nostro Centrodestra.

Oggi Berlusconi non c’era a nessuna delle celebrazioni, Maroni e La Russa hanno semplicemente “parlato d’altro”, lasciando a Napolitano il compito di far capire ai cittadini lì convenuti sotto la pioggia che cosa erano venuti a fare, visto che il 150-imo dell’Unità al centro del discorso di La Russa si era già festeggiato in altra data e che il Sig. Mario Pucci intorno a cui verteva il discorso di Maroni, sia pur con tutto il rispetto, non è la Resistenza. Dalla marchetta di La Russa alle Forze Armate alla celebrazione del antifascismo ante-litteram di Maroni (parliamo infatti di fatti del 1938), era davvero difficile capire che si stava festeggiando la liberazione da una dittatura orrenda, ridicola e lorda di sangue, da una occupazione violenta del nostro paese da parte dell’esercito più sanguinario della storia moderna, da una guerra iniziata, combattuta e continuata a combattere (!) dalla parte sbagliata, grazie alle truppe alleate e alle milizie partigiane in cui, horribile dictu, militavano moltissimi comunisti. read more

Topoi architettonici

Palazzo della Pace e Riconciliazione di Astana, Kazhakstan (occhio agli alberelli finti)

 

Commodities

Oggi, girovagando in una nostra casella di posta generica (quelle tipo info@, contact@, ecc.), ho trovato questo messaggio. Senza parole.

Leggere e scrivere

Periodicamente al lavoro si torna a discutere dell’ “inadeguatezza degli strumenti di comunicazione interna”, con particolare enfasi sul fatto che quanto a disposizione non è utilizzato quasi da nessuno, perché “non è user-friendly“.

Premesso l’ovvio (e cioè che, se fossimo in grado di sviluppare intranet o altre applicazioni oggettivamente user friendly, probabilmente staremmo tutti facendo un altro e più remunerativo lavoro), volevo elaborare un po’ su questi temi che mi investono a trimestri alterni come un brutto sogno ricorrente. read more

Modelli

A me hanno sempre fatto incazzare, fin da quando ero molto più giovane di adesso, quelli che ti dicono: “Lasciami perdere, io sono fatto così“. E, nascondendosi dietro queste parole, mostrano una insofferenza verso regole, comportamenti, coerenze di base, sia nel macroscopico delle ideologie che nel microscopico quotidiano delle proprie vite. Una specie di continuo elogio della follia (bacchica, non erasmiana) per giustificare le proprie pigrizie, le proprie pochezze e spesso (non sempre) la propria superficialità. Troppe volte, ed è la cosa più grave, a danno delle persone “normali” che li circondano e che magari vogliono loro anche un po’ di bene, nonostante tutto. read more