Archivio mensile:Marzo 2011

Ehi, c’è nessuno?

Tradotto in termini comprensibili: stare laggiù, a Fukushima, in questo momento è pericoloso. Ma quella nuvoletta gialla che si espande nel video può preoccuparvi solo se pensate di poter colorare l’oceano ribaltandoci un secchio di vernice. O se credete all’omeopatia.

(dal blog di Amedeo Balbi, su Il Post)

Ho letto questo post stamattina e ho deciso di scrivere due parole sul libro che ho appena finito di leggere, “Bad science” di Ben Goldacre. Il libro è il naturale compimento di un’opera meritoria di debunking scientifico e metodologico che il giovane Ben compie sul suo blog e, settimanalmente, su The Guardian, nella sua personale crociata contro le panzane pseudo scientifiche che giornali, TV e media in generale ci propinano continuamente. E, nel far questo, passa in rassegna le notizie, alcuni personaggi e, soprattutto, i modi di questo indottrinamento. read more

Pensavate fossi Apicella?

Dick Dastardly

Muttley, fa' qualcosaaaaaaaaaa!!!

Preso da qui, qualche riferimento qui.

Due parole sulla privacy e sul registro delle opposizioni

Tra le varie e disparate cose che mi capita di fare al lavoro, c’è anche quella di essere al centro, insieme a qualche collega, di tutte le discussioni, le analisi e le decisioni che riguardano il tema della Privacy. Di questo tema, sempre caldo (ma mai bollente, fateci caso), si sente parlare continuamente e spesso a sproposito. Tutti si appellano alla privacy (propria) alla prima occasione, ma tutte le volte che se ne sente parlare in televisione si parla sempre di casi eclatanti, di abusi esagerati, di situazioni in cui si potrebbero configurare ben altri reati. La privacy nella vita di tutti i giorni, nella vita delle persone comuni rimane qualcosa di indistinto e pertanto abusabile e abusato, sia dai colpevoli che dalle vittime. read more

Italico entusiasmo

Non sto partecipando ai festeggiamenti per il 150° dell’unità d’Italia. Un po’ per pigrizia, un po’ perché piove e un po’, sicuramente, perché i modi scelti per questi festeggiamenti non mi appassionano nemmeno in giorni normali. Inni, nabucchi, musei, monumenti, istituzioni, bandieroni… Boh, non fa per me.

Ma c’è anche un altro (cattivo) pensiero. In questo triste e doloroso periodo per il nostro paese, è difficile non pensare, almeno per me, al concetto di Patria, con tutto l’armamentario di inni e bandiere, come la risposta affrettata e semplicistica a chi altrettanto semplicisticamente vuole dividere e spaccare tutto. Berlusconi vs. Costituzione, Lega vs. Resto del mondo, ecc. Una risposta bella, per carità, elegante, ma anche facile, perché, salvo che per qualche povero padano deficiente, l’Italia rimane ancora un tabù intoccabile. read more

Lo dico?

Lo dico.

Il pezzo di oggi di Banana Yoshimoto su Repubblica.it è la prima sua cosa che leggo. Probabilmente sarà anche l’ultima.

Manca il quaderno a righe, le b “con la pancia” e “l”acca maiuscola che non la so fare”, ma per il resto è un pensierino di terza elementare, pure bruttarello.

Subito un’amica che abita nel nostro quartiere è venuta a offrirci aiuto. Ho accompagnato a casa gente che non poteva rientrare per via dei trasporti pubblici bloccati.
I cellulari non funzionavano così il sistema migliore per ottenere informazioni erano Twitter e Viber. Ci sono state altre scosse di assestamento ma senza danni gravi a Tokyo.
Il problema ora è che, sconvolta dal disastro, la gente ha fatto incetta di beni di consumo quotidiano. Riso, scatolame e carta igienica sono ormai introvabili. E non è facile spostarsi in auto per via dei problemi di rifornimento di carburante. read more