Archivio mensile:Gennaio 2011

Prigionieri del Drive-in

Da Repubblica di oggi:

Cena un po’ noiosa. Parla sempre il presidente. Racconta barzellette, canta. Tutti sono chiamati soltanto a ridere e a cantare in coro. È soltanto un preludio. Dopo cena, si scende in quella che tutti chiamano  –  dicono A e B  –  “la sala del bunga bunga”. È più o meno una discoteca, un banco con l’asta per la pole dance, divani, divanetti, “camerini” dove le ragazze si travestono da infermiere, da poliziotte, tutte con il seno nudo e poi improvvisano uno striptease (stripper anche la Minetti), mimano scene di sesso. Devono essere “convincenti”, “spregiudicate”, disinvolte e molto disinibite ché le performance migliori saranno premiare con un invito a restare per la notte (allo spettacolino sono presenti Rossella e Fede). read more

Vigilie

E’ la seconda volta che posto Youngstown, ma, mentre la sentivo stamattina andando al lavoro, mi è venuto in mente che una dedica ai lavoratori di Mirafiori ci sta tutta.

Here in northeast Ohio
Back in eighteen-o-three
James and Dan Heaton
Found the ore that was linin’ Yellow Creek
They built a blast furnace
Here along the shore
And they made the cannonballs
That helped the Union win the war

Here in Youngstown
Here in Youngstown
My sweet Jenny I’m sinkin’ down
Here darlin’ in Youngstown read more

Maris Stella

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I vari Ballarò e compagnia mi hanno stufato. Una volta mi mettevo lì e con un’attenzione altalenante bene o male me li guardavo. Ora invece faccio proprio altro, ma ieri l’ho tenuto acceso a mo’ di radio.

Quando ho visto che c’era la Gelmini però ho appizzato (un po’) le orecchie. Dopo gli scontri di piazza sulla “sua” riforma, le imitazioni grandiose di Caterina Guzzanti, le intercettazioni (quelle piccantelle) misteriosamente scomparse, mi era sembrato che il personaggio era  molto nominato, molto evocato, molto (mal)pensato, ma poco visto. Forse mi sbaglio e, complice l’Albania, posso essermi perso qualche suo ficcante intervento, ma questa è comunque l’impressione. Una via di mezzo fra un’eminenza grigia e una peona desaparecida. read more

E.S.P.

Dire che mi ha letto nel pensiero, sarebbe un understatement. Via Metilparaben.

Cari amici, mi corre l’obbligo di comunicarvi una clamorosa notizia: che la cosa vi piaccia o no, in Italia la gente bestemmia.
La cosa, tra l’altro, avviene piuttosto frequentemente, in una miriade di luoghi e di situazioni diverse, con infinite varianti dialettali e spesso per motivi futili, se non addirittura per scherzare o semplicemente per abitudine: si bestemmia tutti i giorni negli uffici, nelle scuole, nei campi sportivi, negli ospedali, nelle fabbriche e in qualsiasi altro posto in cui sia dato rilevare, sia pure in quantità minimale, la presenza umana.
Ebbene, siccome a me pare che la rappresentazione della realtà sia l’unico motivo in base al quale il Grande Fratello possa assumere un significato degno di nota, finendo per diventare perfino prezioso proprio perché ha il merito di svelare impietosamente in quale mediocrità sia precipitata una parte assai consistente del nostro paese, delle due l’una: o si consente che i partecipanti interpretino autenticamente se stessi -e quindi oltre a mangiare, bere, trombare e cagare bestemmino, se è quello che fanno abitualmente-, oppure si decide di abolire i reality e li si sostituiscono con delle fiction, nelle quali i protagonisti fanno e dicono le cose che qualcun altro ha scritto su un copione dopo averle inventate.
Protestare per le bestemmie dal Grande Fratello, insomma, significa rifiutare la realtà così com’è, per quanto indecente possa sembrare, e fare in modo che ne venga dipinta una completamente diversa, corretta come si ritiene più opportuno e depurata di tutto quello che si ritiene impresentabile.
Si chiama nascondere la testa sotto la sabbia, e trovo che sia l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia dilagante nella quale siamo costretti a sguazzare. read more

Caccia all’errore

In 1960s Rome, four young delinquents, nicknamed Ice, Lebanese, Dandy and Grand steal a car. Crashing through a police road block, the driver, Grand is crushed by the steering column. Back at their hideout, a small disused caravan near a beach, they are discovered by the police. Ice, Lebanese and Dandy run away, but are captured. Grand, who is mortally wounded, dies in the caravan. Roll opening credits. Some years later, in the 1970s, Ice is released from prison, and met by Lebanese, who tells him he has come up with a plan to kidnap and hold to ransom Baron Rossellini, a wealthy aristocrat whom Lebanese’s parents worked for. He has formed a gang with Dandy – they are Black, Bright Eye, Ricotta, Bufalo, Rat and Ciro & Aldo Buffoni. After negotiating the ransom of 3 billion lire, whilst trying to get the Baron to pose for a proof of life, Lebanese shoots him. Nonetheless, they fake the proof of life, and get the 3 billion lire. However, the local Police Commissioner Nicola Scialoja manages to record the serial numbers of the ransom money before the gang receive it, setting out to capture the gang. As the gang divide up the money, Lebanese proposes to split split 500 million lire between them, and use the remaining 2.5 billion to build a foothold in the criminal underworld of Rome, starting with drug dealing. However, the drugs racket is owned by the dealer Terrible, and so the gang wipe his gang out apart from Gemito, who Lebanese bribes to help them. After his home is raided and his body guards killed, Terrible wakes to find Ice, Lebanese and Dandy in his bedroom. Cornered, he reluctantly agrees to let give control of the racket to the gang. The gang grows in influence and ambition. Rome falls under their rule, and the rule of Lebanese. Dandi meets and becomes enamoured with an upmarket prostitute, Patrizia, who, in order to be kept under the sway of the gang and in order to prevent Dandi becoming involved in brawls provoked by his jealousy, is bought over and given a brothel. Ice, meanwhile falls in love with his younger brother Gigio’s tutor, Roberta. However, Lebanese begins to consider Ice’s romance a weakness, a point reinforced when Ice asks to be dismissed from the gang. In response, Lebanese casts up the car theft from their childhood, where his leg was permanently damaged by the pursuing police. Ice and Roberta begin to learn English with the idea that they will elope there. Then Ice receives a phone call informing him that Lebanese is dead, stabbed by Gemito after a bitter game of poker. Then begins Ice’s quest for vengeance, aided by Dandi. Yet Scialoja is on their trail and succeeds in capturing Ice, then the other members of the gang except Dandi. read more

Sabato 8 gennaio 2011 – Guazza

Era la prima volta da un sacco di tempo che si ricomponeva il trio monnezza (fame sonno e debolezza, come dice Jedan). Non ho partecipato all’organizzazione e infatti si parte addirittura dal (non) casello di Santa Severa a ben 50 km da casa. Vabbè che Jedan, ragazzetto di Roma sud, se li fa tutte le altre volte, ma Santa Severa uguale Tolfa (ed io Tolfa la odio, troppi assatanati e poi piove sempre). Stavolta non piove e non ci sono assatanati, ma, in compenso, la strada a salire è molto peggiore di come la ricordassi: piena di buche e affollata di macchine di cacciatori dietro ogni curva. Il cielo inoltre è plumbeo (e lo sarà per buona parte della giornata) e le strade sono sempre umide e spesso proprio bagnate. Passo lento e si va. read more