Archivio mensile:Aprile 2010

Indigo post

Come sapete da un post di qualche tempo fa, uno dei gruppi che ascolto di più sono le Indigo Girls. Non mi ero mai fermato a ragionare sul nome che Amy e Emily hanno scelto per il loro sodalizio artistico (e solo artistico, pare…) In fondo, la storia del rock è costellata di gruppi con nomi del ciufolo…

Indigo è un colore, in italiano è tradotto di solito con indaco, che individua (in teoria) un colore non meglio definito fra il blu e il violetto nel settetto dei colori dell’arcobaleno. Questi infatti, come tutti ricorderete, visto che abbiamo fatto le stesse scuole basse sono rossoaranciogialloverdebluindacoevvioletto. read more

Iiih che stress!!

Non ricordo se ne ho già parlato, ma lo stress è il male degli albanesi.

Qui, anche se non lo chiedi, ti dicono che sono tutti stressatissimi. Qualsiasi lavoro facciano, dal manager alla parrucchiera, dalla cassiera del supermercato all'impiegato di seconda e terza fila.
Io, personalmente, pur facendo un lavoro di una certa responsabilità, non ho mai considerato lo stress una categoria sulla quale giudicare la mia vita. Certo ci sono momenti in cui senti una pressione un po' maggiore, momenti in cui sei effettivamente oberato di cose da fare, ma ritengo che sia parte della vita e non ci faccio caso più di tanto.
Invece, ritenere di essere continuamente "stressati" solo perché si sta svolgendo un (qualsiasi) lavoro pare che sia la norma qui nell'avamposto. read more

Coccodrillismi

Se ne è andato pure Vianello. Piano piano se ne vanno tutti.

Innanzitutto, a buttarla in politica ci hanno già pensato e, siccome io sono per “la sinistra che non dimentica e non perdona”, mi trovo molto d’accordo con Gilioli nell’evitare facili agiografie. Detto questo, non mi frega granché del fatto che sia morto, perché non mi coinvolgo molto per la morte di estranei, tanto meno se questi estranei sono icone-pop. Però, devo dire che fra tanti lui mi stava simpatico. read more

Ingrato

«Alla rete del vantaggio Maurizio Gasparri scatta in piedi e urla come un forsennato all’indirizzo della curva della Lazio: “A casa! A casa! Tornatevene a Frascati, andatavene a Valmontone!».

(Dalla cronaca di Alessandra Paolini e Maria Elena Vincenzi, pagine romane di Repubblica, via Piovono Rane)

Che dire? Posizioni condivisibili, ma sputare così sul proprio elettorato…

La sindrome di Mandrake

Sul nostro forum, circa sei mesi fa, a fronte dell’ennesima esternazione “di sinistra” di Fini, un mio amico scriveva, giustamente preoccupato:

Aiutateme… E’ un po’ di tempo che mi trovo d’accordo con le parole e l’atteggiamento di Fini; l’altra sera era da Fabio Fazio ed ho condiviso il 95% delle sue opinioni!!!

Io all’epoca rispondevo quello che segue.

Anche a me [capita ultimamente di essere d’accordo con quello che dice Fini], ma mi do questa spiegazione.
A me piace essere contro. Purtroppo oggi l’unico che si trova in una posizione da cui è possibile essere contro è Fini. Potrebbe non farlo, gliene va dato atto, ma nessun altro è in quella posizione. Il dibattito si è talmente impoverito e bloccato su posizioni povere che i “due blocchi” hanno già detto tutto.
Dellà dicono solo stronzate (un po’ a chi la spara più grossa), deqquà ribattono alle stronzate dicendo che sono stronzate (sai che novità). Quindi solo uno che sta dellà e parla come deqquà, sembra che pensi prima di parlare, incarni (quasi) uno stile “resistenziale” e sembri circonfuso di saggezza.
Se dellà fossero coerenti glie dovrebbe piacé Rutelli o la Binetti, anche se non rispetta alcuni canoni estetici inalienabili.
Aggiungo infine che “condividi il 95% delle sue opinioni” perché quelle che non condividi non le dice più perché
a) si è fatto furbo;
b) le dicono praticamente tutti gli altri, quindi non ne ha più bisogno.
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Sui quadricicli a motore

Pensavo alle Microcar qualche giorno fa passeggiando per Tirana.
Qui capita ancora di sentire a distanza di qualche isolato un’auto con lo stereo a palla, con l’aggravante che, al tradizionale tuztuztuz da discoteca, si può affiancare inopinatamente una neo-melodica macedone, un Celentano d’annata o un rapper serbo. A Roma, invece, questa coattagine antica sembra essersi quasi estinta almeno fra gli automobilisti: infatti, fateci caso, se sentite un tuztuztuz da quartiere all’altro, 99 volte su 100 è un adolescente brufoloso su una macchinetta. read more