19.01.2008 – Il primo giro dell’anno

Dopo un mese e mezzo di pioggia – l’ultima volta avevamo rischiato il congelamento sui Cimini – finalmente si riparte. Appuntamento alle 9 e mezza davanti al cassamortaro all’inizio della Via Tiberina.

Formazione tipo:  Jedan con Bandit 1200, Bnb con Sprint RS, Max e Gio con Monster SR4 ed io con Wendigo.
Massimo ha problemi con la batteria e tarda un po’: caffè (accanto al cassamortaro) e la tipa ci dice: “In moto co’ ‘sto freddo? Voi siete matti!“. Aveva ragione, ma ancora non lo sapevamo. C’è un bel sole, dopotutto.

Arriva Max e si parte. Via felici per la Tiberina, poi troviamo un po’ di nebbia sul ponte sul Tevere dopo Torrita, ma niente di che.
Poi la Ternana, si gira per Cottanello, poi giù a bomba verso Rieti. La piana di Rieti, dall’alto è un lago di nuvole. Spettacolare, ma inquietante… Ci dobbiamo entrare dentro.

SS 79 del Lago di Piediluco, in mezzo ad una nebbia fredda e umida, ma la visibilità è buona e si procede spediti. Risaliamo dall’altra parte e riscendiamo ad Arrone sulla Valnerina.
Lì, nonostante siamo bassi, c’è un bel sole e torna l’ottimismo e la circolazione. Quindi, benzinati e ringalluzziti, si va a palla fino a Cerreto di Spoleto. Beh, si è fatta una certa…

Intermezzo.

Fine intermezzo

Si riparte, si torna un po’ indietro, si sale per Spoleto per la vecchia strada (tunnel, no grazie). Belle curve, Max parte lo troviamo a Spoleto. Dove ci aspetta il Generale Inverno.
Da Spoleto ad Acquasparta e poi, soprattutto di lì a Todi, una nebbia fittissima: non un raggio di sole, casco e occhiali appannati, umido ovunque, anzi proprio acqua bagnata. Uno schifo.

Arrivati a Todi, ci prende lo sconforto e voglia di tornare a casa. Sì, ma come? La E45 è una palla e con la nebbia, in moto è pure pericolosa. La statale del Lago di Corbara (la meta della nostra gita, inizialmente) è migliore, ma passa vicino al Lago e poi arriva in Val Tiberina, quindi acqua e nebbia probabilissima.
Optiamo per quest’ultima e i primo 10 km, sono davvero “pelosi” poi, dietro una curva, improvvisamente, tutto si apre e torna il sole e la voglia di andare in moto.
Da lì in poi, ormai è quasi sera, è una corsa verso la Cassia, via Lubriano, Bagnoregio, Celleno, Viterbo.
Una volta sulla Cassia sono le sei ed è notte, ma in fondo siamo quasi arrivati e la strada è ben nota.

Magari.

Max fonde la batteria a Sutri e bisogna trovarne una nuova. Ultimo negozio aperto a Ronciglione (fortunatamente era sabato) e una batteria che forse entra e forse no. Intervento a cuore aperto al buio a bordo Cassia, la batteria entra, la moto riparte e alle 8 siamo a casa.

Qui una mappa del giro.

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