15 Febbraio 2009 – 8 sotto zero

Dopo qualche dibattito “di stagione” sul forum (“Fa freddo“… “Daje su, pure si fa freddo che fa?“… “Certo che ve state proprio a ‘nfrocì” e altre amenità), alla punta, stamattina, al solito posto sulla Salaria, eravamo ben otto. Ulysse, Poldo, Freeblue, Ste, Lanti, Denny, Jedan e io. Il grande assente, questo weekend, aveva preferito le mollezze dell’Altitalia e non c’era. Vabbè, cazzi suoi .

Alla punta, dividiamo la piazzola con una torma di coloratissime Africa Twin dirette ad un non-meglio-precisato raduno, le solite due cazzate (l’ex-codino del Fazer di Ste tiene banco) e si va.
Jedan, come al solito, è facinorosissimo (anche se fino a ieri mattina era uno di quelli che sentiva freddo … ) e ieri ha addirittura telefonato ai caramba di Amatrice per sapere se si poteva arrivare al Lago di Campotosto, come esattamente un anno fa, anche senza muta di cani da slitta. Nonostante i caramba gli abbiano detto di sì, il gruppo non è ancora convinto… Nella migliore tradizione, si parte, poi si decide quando sarà il momento degli imperativi categorici.

Passo Corese, Poggio scalo, Poggio Mirteto. Moto parcheggiate alla cazzo di cane (però abbiamo chiesto il permesso ai vigili) e caffè nel bar più piccolo del mondo, dove siamo entrati a turno, visto che eravamo otto, di grandezze assortite, ma tutti vestiti da gran freddo.

La giornata nel frattempo si scioglie, fa sempre un freddo boia (niente che non sia già visto), ma c’è una luce, dalla terrazza di Poggio Catino, che ci regala un Soratte memorabile (vides ut alta stet nive candidum Soracte diceva Orazio, ma io con la neve non l’ho mai visto).

soracteContinuiamo a salire e per stradicciole alla Ulysse scaliamo il Tancia

tancia
fino a scollinare su Rieti all’altezza di Contigliano. E’ il momento della scelta che avevamo rimandato: Tropici (Todi) o Siberia (Amatrice, Campotosto)?

Un po’ per l’odore di amatriciana (che Todi non offre), un po’ perché l’aria s’è scaldata (si fa per dire), un po’ perché i caramba hanno detto a Jedan “si vvenite ve divertite“, puntiamo verso la Siberia. Quindi Salaria a mazzetta.
I momenti in bello stile all’altezza delle gole del Velino preludono alla Siberia vera e propria che ci accoglie all’altezza di Posta. C’è ancora il sole, c’è una luce fantastica, ma c’è neve tutt’intorno e, piano piano, comincia a fare freddo. Quando i mucchi di neve a bordo strada raggiungono gli ottanta centimetri, qualcuno accosta, con la scusa del panorama, e c’è una nuova tavola rotonda. Campotosto, con buona pace dei caramba amici di Jedan, ci sembra decisamente fuori portata e, visto che è la mezza, il Ristorante Roma, ad Amatrice, ci attrae come un buco nero. Prima del giusto intermezzo, però, me ne torno 500 metri indietro, perché avevo visto qualcosa e volevo fotografarlo. Questa è la foto.

Lost highwayLost highway

E questi sono i 500 metri a tornare.

Un attimo di relax e si riparte.

pipiIntemezzo? Ancora no, ci sono ancora 10 kilometri fino alla meta, che si concludono con la main street di Amatrice decisamente innevata. Mi fermo a metà della salita per aspettare gli altri e, quando riparto, parto sovrappensiero come se stessi al semaforo di Piazza Sempione e  perdo buona parte dell’aderenza sul posteriore del Wendigo, che scoda un bel po’, ma rimane in piedi. Si parcheggia dove e come si può,

wendyperché le altre stradelle di Amatrice sono decisamente innevate,

stradelle amatriciane
jester vectore finalmente se magna.

Intermezzo

Al Ristorante Roma, se magna bene, se spende poco, l’unico problema sono le porzioni. Vero, Lanti?

Fine intermezzo

Nel ripartire conosco Antonio, che ci riconosce un certo coraggio e si ripromette di iscriversi al forum (ti aspettiamo) in attesa della bella stagione. Main street in discesa, sempre un po’ da pelo sullo stomaco, e si arriva alla Salaria.
L’idea è di farsela di nuovo a mazzetta fino a Roma e, freddo a parte (nel frattempo si è pure annuvolato), sembrerebbe una cosa fattibile. Ma non avevamo fatto i conti con il famigerato Carnevale Postarolo. I poliziotti stradali ci fermano all’ingresso del paese, dove i paesani sono in festa con i loro tamburi, i loro sbandieratori e i loro carri (due di numero: uno dell’anas (!) con esagitati con le tute arancioni sopra e uno con tempietto in tela cerata dedicato a Vesta con tre “vergini” sopra che tirano coriandoli). Si aspetta al freddo e al gelo, sotto lo sguardo arcigno della Stradale,

carnevale postaroloe si commenta, da fondatori dell’Impero, nell’unico modo possibile…
Abitano tutto l’anno a Posta, porelli, famoli divertì

A Rieti, Uly ci saluta, perché deve “mettere a marinare una ricciola” (sic) e noi ci prendiamo il caffè della staffa al porchettaro di Osteria Nuova.
Ultima scenetta di una giornata memorabile. Stiamo tutti messi in posa a fare una foto di gruppo e arriva come un fulmine una tipa che dice “mi posso mettere pure io nella foto? Voglio condividere con voi questo momento“. Certo che sì, click, e, fulminea come è arrivata, si rifugia nel bar da dove è venuta.

foto di gruppo con imbucataSaluti e baci e si torna a Roma.

Qui la mappa del giro.

Post simili a questo

3 pensieri su “15 Febbraio 2009 – 8 sotto zero

  1. Jedan58

    Ebbene sì. Fino a ieri mattina avevo un gran freddo e poca voglia. Sarà stato che la volta scorsa ho sudato in garage per poi sentire freddino in giro stavolta in garage stamattina stavo benissimo ed altrettanto in giro! E’ stata una giornata di quelle che non si scordano, dopo tutto ho un ricordo nitido di ogni mia girata: non c’è niente da fare, andare in moto è fantastico!

    Il mio commento sul carnevale postarolo? Così come la municipale ti becca con l’autovelox sulla strada statale noi oggi avremmo dovuto denunciare il comune di Posta per…interruzione di pubblico servizio! 🙂

    Rispondi
  2. ulysse1

    Eh, si, proprio una bella giornata… Riguardo al freddo pensavo peggio, sinceramente; l’anno scorso, a gennaio, fra Valentano e l’Argentario abbiamo patito molto ma molto di più. Bravi, così mi piacete… 🙂

    Rispondi
  3. utente anonimo

    Una giornata veramente singolare con una cornice di paesaggio a dir poco suggestiva, rifarei tutto anche la smaltita di passare con la moto sul ghiaccio [ma usando apposite protezioni per la moto-)]
    Un ultimo pensiero agli abitanti di posta, che poverini nell’era della globalizzazone e della tecnologia satellitare vivono nel loro piccolo limbo. Aspettando ogni anno che venga carnevale, per poter interrompere la circolazione sulla via Salaria con il supporto della gendarmeria italiana…….uhmmm

    Rispondi

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.