Curiosity

EvolutionofRovers

Convivi con la tecnologia tutto il giorno, ma ci sono certe volte che ti fermi a riflettere su che cosa hai appena fatto e sei travolto da un lato dalla disarmante semplicità del tutto, dall’altro dalla quasi-onnipotenza che la tecnologia a basso costo fornisce alle humanities o più banalmente alle persone curiose.

L’ultima folgorazione l’ho avuta poco fa. Da tempo uso un servizio che si chiama Pocket che fa salvare gli articoli trovati in rete per leggerli in un secondo momento. Oggi stavo sul cesso (momento di estremo e duro realismo del blog), leggendo questo articolo su True Detective. (Qui si potrebbe aprire un inciso sul fatto che sempre la tecnologia ti permette di vederti una trasmissione televisiva americana in tempo reale, ma vabbè.) Pare che il creatore della serie, Nick Pizzolatto, si sia ispirato per il personaggio di Cohle ai racconti horror-nichilisti di un tal Thomas Ligotti… Mai sentito. Chi cazzo è questo Thomas Ligotti? Allora Wikipedia per capire un po’ e avanti nell’articolo per scoprire che mi piace e mi interessa. Chiudo l’articolo e apro il torrent sullo smartphone e cerco roba di Thomas Ligotti. Trovo il suo saggio The Conspiracy against the Human Race  e lo scarico immediatamente. Il tempo di finire l’articolo è il download è completato. Mi spedisco il file al Kindle con il mail-to-kindle. read more

Geoguessr, la nuova droga

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Ieri ho scoperto GeoGuessr.

E’ un gioco che ti fa sentire una persona intelligente. Soprattutto, se come me pensate che l’intelligenza risieda essenzialmente nell’osservazione e nel “pensiero laterale”, cioè nell’arrivare alla soluzione dei problemi aggirandoli più che risolvendoli.

Il gioco ti propone, una per volta, cinque immagini di Google Street View e tu devi piazzarle sulla mappa del mondo. Detta così, se le immagini sono random, sembra ben difficile e in effetti lo è. Ma, applicando appunto osservazione e pensiero laterale, si possono trovare diversi indizi che anche in presenza di prove inequivocabili, ti permettono di avvicinarti alla soluzione. read more

Chi mal fa, mal pensa

L’azienda per cui lavoro sta organizzando un evento per presentare i risultati di una ricerca che abbiamo fatto. Tra le diverse leve di pubblicità all’iniziativa, abbiamo pensato di creare un evento su Linkedin – cosa sia Linkedin e a cosa serva è uno dei grandi misteri del Web 2.0 – e di condividerlo il più viralmente possibile con i nostri contatti. Questo è il risultato.

Notate niente di strano? Beh, siamo stati costretti a sostituire le O di “erotico” con degli zeri, perché altrimenti Linkedin, sia nel titolo sia nella descrizione, non ci faceva salvare, dicendoci “This text can not be processed“. read more

Organizziamoci

In ufficio ho due colleghe, T. e A., che sono grosse clienti di Groupon e servizi similari.

Se non sapete cos’è Groupon ve lo spiego con le parole de Il Post qui sotto, se invece lo sapete, andate pure avanti.

Groupon [e gli altri epigoni, tipo kgb deals, groupalia, letsbonus, ecc. n.d.j.] gestisce un servizio molto popolare online per ottenere coupon e offerte commerciali. Un ristoratore può, per esempio, decidere di offrire su Groupon cento cene per due persone a 35 euro invece che a 55. Gli iscritti al sito possono aderire all’offerta, consapevoli che questa avrà valore solo se saranno vendute tutte le cento cene. L’acquisto viene pagato in anticipo, Groupon trattiene una percentuale come commissione e dà il resto al ristoratore. Il cliente ha un certo numero di settimane per riscuotere la promozione che ha comprato. Se non si raggiunge il numero necessario di partecipanti, l’offerta decade e non vengono prelevati i soldi dalla carta di credito degli acquirenti. Le offerte sono su base locale, quindi il sito consente di trovare le promozioni nei posti più vicini a dove si vive. read more

Share, il torrent privato

E’ ancora in alpha e non so se e quanto mi sarà d’aiuto, ma mi sembra utile segnalarlo, specialmente a quei nerdacci che annidiano fra i miei 20 affezionati lettori.

Si chiama Share e lo trovate qui.

Il servizio è molto semplice e permette di condividere gratuitamente un file di qualsiasi dimensione con un numero ristretto di persone, non urbi et orbi come accade sui P2P. Potrebbero essere anche più file: glieli butti dentro e l’archivio lo fa lui.

Ci si registra (email e password), si installa il client e, una volta dettogli cosa vuoi condividere e con chi, lui manda una mail agli indirizzi da te scelti con un messaggio e il link. Ovviamente, il file andrà uploadato da qualche parte e questo, vista l’asimmetria della banda, può richiedere tempo. Però, ho notato che (pare che) il file condiviso si a disponibile da subito, cioè scaricabile anche prima che l’upload sia finito. read more

Col freno a mano tirato

Di Facebook abbiamo già parlato un po’ di volte e sapete quanti dubbi nutro verso lo strumento. Ciononostante ci sono caduto anch’io e devo dire che l’esperienza è nel complesso sopportabile. Ci sono due cose però che, guardandolo usare dagli altri, i cosiddetti amici, mi lasciano un po’ interdetto.

La prima cosa è più una spigolatura che altro, ma alquanto bizzarra. C’è gente che scrive sulla bacheca “Buongiorno!” o banalità similari e rimedia in pochi minuti 150 commenti (che, se possibile, riescono ad essere ancora più banali), oltre agli ineffabili “Mi piace” (ha detto Buongiorno… Tu dici che ti piace… Vabbè). Sono delle vere e proprie sette del buongiorno: dato un iniziatore, i commentatori sono più o meno sempre le stesse schiere di fedelissimi autoconvocati (*). Comunque la cosa che è veramente inquietante non è tanto la vuotezza e l’autoreferenzialità del tutto, ma la velocità con cui questi post del nulla si ingrossano… Comunque, reazione standard: sopracciglio alzato, vivo e lascio vivere. read more