Letture per ragazzi

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So bene che dovrei averne ben altre, ma tra le preoccupazioni della paternità ce n’è una di cui mi va un  po’ di parlare qui: mi piacerebbe che mia figlia leggesse tanto e possibilmente più di quello che leggo io. Per ora non riesce a dirigere la sua pur biblica avidità oltre il biberon e le famigerate apine della Chicco, ma alle cose importanti è bene pensarci per tempo.

E’ naturale che non si tratta di imporre nulla a nessuno – Il Profeta di Gibran l’abbiamo letto tutti, pure troppo e purtroppo – e quindi lungi da me ammollare i mattoni che mi leggo io a mia figlia, come provo a fare con Daniela (poveraccia). Però, una lettrice avida e di buone letture per casa mi farebbe molto piacere (oltre che molto comodo) e mi renderebbe ulteriormente orgoglioso. read more

Il ferro da stiro e la pistola

E’ normale che quando diventi papà di una bella patatona (che sta bene, cresce e vi saluta a tutti) ti si pongano davanti un botto di nuovi problemi e di questioni a cui devi pensare in fretta a dare una risposta, perché qualcuno, quando avrà finito di ingozzarsi di latte e cacare fango fetido, te ne chiederà conto. Tutto però avrei pensato tranne che la prima (purtroppo solo in ordine di tempo, temo) di queste questioni sarebbe stata relativa alla gender-neutrality del mondo che le stiamo creando intorno. read more

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Stamattina sono andato all’Agenzia delle Entrate vicino all’Ikea. Dopo la registrazione anagrafica all’ospedale, la piccola (che nel frattempo è nata) doveva entrare ufficialmente ner monnonfame e farsi dare, per interposto Vostro Affezionatissimo, il codice fiscale.

L’atto in sé è già molto borderline: la prima cosa ufficiale che fai per un nuovo nato, la fai all’ufficio delle tasse… Ron Swanson ucciderebbe per molto meno…

Poi arrivi là e trovi una fila impressionante. Ci saranno state una trentina di persone davanti a me, accalcate in un posto che semplicemente non era fatto per far fare la fila alla gente. Una decina di persone dentro l’ufficio, poi una porta, poi altre persone sotto un portico e qualcuno pure oltre il portico (da capire che cosa succede quando piove). read more

Il Cherubino cinese

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No logo

Tra le varie pensate domestiche legate all’arrivo della pupa (pupa? Che pupa?), c’è quella del BabyMonitor. Quando divenni zio, mia sorella mi ingiunse di regalarle un accrocco di nome Cherubino della Brevi: un kit plasticoso composto da una telecamer(in)a e da una specie di micro monitor portatile. La telecamerina si  mette sulla culla e il monitor ti racconta la rava e la fava su quello che sta combinando la tua progenie.

Obbedii prontamente al diktat (tutto volevo tranne finire su Cronaca Vera: “Zio snaturato e tirchio non compra Cherubino e la  nipotina affoga nella sua cacca“), ma, come per molte cose legate alla puericultura, mi sembrarono soldi buttati. Non tanto perché l’oggetto fosse inutile, ma perché, visto che siamo nel progresso, probabilmente ci potevano essere soluzioni autocostruite molto migliori e molto più economiche del coso angelicamente plasticoso. read more

Discontinuità

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Threesome

Ci comincio a pensare.

Tra qualche settimana diventerò il papà di Gemma e, complice anche una gravidanza molto tranquilla di Daniela, non è che finora ci abbia pensato poi molto.

Cioè, sì… Abbiamo fatto qualche passo organizzativo, acquistato qualcosa, allargato per quanto possibile gli spazi in casa. C’è stato il corso pre-parto (io sono andato una sola volta, vabbè), l’amniocentesi, analisi ed ecografie varie. Domani dovrò pure raccogliere un cucchiaino di merda per accedere all’agognato (?) ingresso in sala parto. Ma nonostante tutto, era una preparazione ad una cosa lontana, ad un evento tanto enorme, quanto ignoto e, nonostante gli sforzi di razionalizzazione, inaspettato. Forse è per questo, pensandoci, che le nascite sono una “bella cosa”: per contrasto… Perché l’unica altra discontinuità equivalente nella vita delle persone è la morte, tua o di qualcun altro vicino a te. read more