Ox Mountain (a.k.a. Colli Monte Bove)

ColliMonteBove
SS 5 Tiburtina Valeria – Tratto Colli di Monte Bove

Nei nostri giretti in moto con Bnb e Jedan, le strade del Lazio e dell’Abruzzo (e dell’Umbria e delle basse Marche e della bassa Toscana) le abbiamo ormai percorse tutte, più o meno. Dal 2008, usciamo in media una volta la mese e, a botte di 4-500 km, ci vuole poco a presidiare il territorio, come ben documentato da Jedan. Tanto che da tempo abbiamo cominciato ad avere la sensazione di andare sempre negli stessi posti.

Rimaneva però una notevole eccezione, non tanto perché era l’unica strada a non aver mai fatto (che poi non è neanche vero, come vedrete), ma perché non la volevamo fare (più) in modo molto, molto consapevole. read more

Fabrizio, Josefa e le occasioni perse

Fabrizio_Miccoli

Michele Serra, domenica scorsa:

Il povero Miccoli, star del Palermo calcio che per fare il simpatico con un suo amico boss parla di Falcone come ne parlano i mafiosi (lo chiama «quel fango di Falcone») è l’ennesima dimostrazione di quanto poco valgono i soldi e il successo senza un minimo, almeno un minimo di cultura.

Michele Serra, oggi:

A cosa servono le lacrime del calciatore del Palermo Fabrizio Miccoli, versate in pubblico per scusarsi di alcune stupide frasi su Falcone? Servono a molto. Servono a farci capire che le parole hanno ancora un peso (perfino quelle scritte sui giornali). Che l’indignazione non è sempre sprecata, anche in una città abituata quasi a tutto, come Palermo. Che per quanto impigrita o stordita dal continuo rumore di fondo, la società mediatica è ancora capace di un qualche discernimento, di un qualche criterio di giudizio, e non tutto passa senza traccia, né senza dolore. Che siamo dunque, nonostante tutto, ancora una comunità.
Se ne è reso conto, per primo, lo stesso Miccoli. read more

Scienza e democrazia (cristiana)

La vicenda della condanna a sei anni degli scienziati della Commissione Grandi Rischi è a suo modo abnorme – basta guardare che ne pensano all’estero – e serve comunque a poco specificare, pedanti, che l’accusa non era quella “di non aver previsto il terremoto”, ma – semplifico – di essere stati troppo rassicuranti nelle comunicazioni.

Per chi vuole saperne di più sulla vicenda, c’è un riassunto dettagliato qui e un commento, desolato quanto interessante, qui, che condivido parola per parola, anche dove dice read more

Scrittori di colore

Questa l’ho raccontata a molti, ma mi sono chiesto solo oggi perché non l’ho mai scritta qui sul blog.

Per motivi che non sto qui a raccontarvi (in un altro post, magari), nel 1997 ho lavorato per un anno a tempo pieno presso una libreria universitaria, anche se vendeva un po’ di tutto (o meglio i professori dell’università facevano comprare un po’ di tutto).

Di dialoghi surreali me ne sono capitati tanti, di situazioni (para-)pecorecce anche di più e, anche se era un lavoro piuttosto faticoso (in piedi tutto il giorno 6 giorni alla settimana con diversi momenti in cui letteralmente non si sapeva a chi dare i resti), è stata forse l’esperienza lavorativa più divertente della mia vita. Finora, almeno, ma la vedo scura. read more

Magnum P.I. (trent’anni dopo)

Shirt + pants

Nella testa ho tutt’altro, però (o forse proprio per questo) mi sto guardando Magnum P.I., prima stagione, a 3-4 episodi a botta.

E’ uno dei pochi telefilm che vedevo già negli anni Ottanta. Un mio amico di allora – eravamo al ginnasio – era convinto di assomigliare (“essere il sosia”, diceva lui) di Tom Selleck e, Ferrari a parte, si atteggiava e vestiva come lui, dalle Lacoste, alle (tristissime in ogni epoca) Timberland “estive”, fino al gioco di sopracciglia piacione. Ovviamente, non gli somigliava per niente, come dice Johnny Stecchino, e l’intero Giulio Cesare, almeno per quella parte che era cosciente di questa asserita somiglianza, lo prendeva per il culo (io certamente lo facevo). read more

Raid artico

Volevo farlo da tempo, ma ho cominciato a pensarci seriamente verso Natale. Erano passati tre anni dalla sfortunata esperienza sahariana e, da un lato sentivo il bisogno di riconciliarmi con un certo tipo di turismo, dall’altro c’era la voglia di farlo strano senza rischiare la vita una seconda volta.

Sto andando in Finlandia, a Rovaniemi, capoluogo della Lapponia e residenza di Babbo Natale, per farmi tre giorni di raid in motoslitta. Da domani a mercoledì starò per boschi, canyon e laghi ghiacciati, dormendo in rifugio e cercando di non morire assiderato (sembra comunque che non dovremmo andare sotto i meno 10 e poteva andare decisamente peggio). Non ho mai guidato una motoslitta, ma dicono che sulla neve battuta sia facile – una via di mezzo tra uno scooter e un tagliaerba da 300 kg -; sulla neve fresca meno, ma comunque pare che anche a queste latitudini estreme – siamo oltre il circolo polare artico – valga il detto immortale “se sei incerto, tieni aperto“. Bisogna però dire che stavolta sono molto più positivo rispetto alla Libia; c’è curiosità, c’è eccitazione, ma non c’è quel magone, quella sensazione di aver fatto un passo troppo più lungo della gamba che fu, prima ancora dello scarso manico, il peccato originale della caduta rovinosa sulla duna con tutto quello che ne seguí. Quindi, daje! read more